Omessa indicazione dei costi della manodopera scusabile solo per impossibilità oggettiva

Tipologia
Notizia
Data
06/09/2019

L' omessa indicazione dei costi della manodopera in sede di offerta è scusabile solo se è causata da un' impossibilità oggettiva e non superabile con la peculiare diligenza richiesta ai partecipanti ad una procedura di gara, per definizione forniti di esperienza e competenze tecniche - anche nella redazione dell' offerta - particolarmente elevate. Lo stabilisce il Tar Lombardia - Milano - Sezione IV con sentenza n. 1680/2019 . Il caso Il caso si riferisce ad una gara di servizi. Il Giudice amministrativo ha annullato l' aggiudicazione sul rilevo che l' impresa risultata vittoriosa aveva omesso di indicare in sede di offerta i costi della manodopera. In giudizio la stazione appaltante ha invocato l' applicazione dei principi promananti dalla Corte di giustizia europea con la sentenza n. 309/2019 nella causa C-309/2018 sostenendo che, nel caso di specie, non poteva disporsi la sanzione espulsiva perché la modulistica non consentiva l' inserimento dei costi della manodopera e l' offerta era stata redatta in conformità alla modulistica medesima. Di diverso avviso si è detto il Giudice ammnistrativo che, invece, accogliendo il ricorso, e annullando l' aggiudicazione, ha spiegato come l' impossibilità di cui parla la Corte di giustizia deve essere un' impossibilità oggettiva e non superabile con la peculiare diligenza richiesta ai partecipanti ad una procedura di gara. Nel merito il Tar Lombardia ha rilevato che nel caso di specie, ancorché la gara sia stata svolta con modalità telematiche, era ben possibile per i concorrenti inserire in offerta i costi della manodopera, o nei file che componevano l' offerta prima della trasformazione in Pdf e della sottoscrizione digitale o nella copia cartacea facoltativa. La decisione Il Giudice amministrativo si esprime sulla portata applicativa della recente decisione della Corte di giustizia (sentenza n. 309/2019 nella causa C-309/2018) pronunciata sulle conseguenze dell' omessa indicazione in sede di offerta dei costi della mano d' opera. Per il Giudice europeo se le disposizioni della gara d' appalto non consentono agli offerenti di indicare i costi in questione nelle loro offerte economiche, i principi di trasparenza e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che essi non ostano alla possibilità di consentire agli offerenti di sanare la loro situazione e di ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa nazionale in materia, entro un termine stabilito dall' Amministrazione aggiudicatrice. Quindi per il Giudice comunitario nei limitati casi in cui l' offerente non è stato messo nelle condizioni di specificare i costi in questione, la specifica voce può essere integrata mediante soccorso istruttorio. Con la sentenza in commento il Tar Lombardia ritiene che le ipotesi in cui, in deroga alla regola generale che riconnette alla mancata indicazione dei costi della manodopera la sanzione espulsiva, sia consentito sanare l' omissione con il soccorso istruttorio, proprio in quanto eccezioni alla regola generale, siano di stretta interpretazione. E, d' altro canto, spiega il Giudice amministrativo, la disposizione dell' articolo 95, comma 10, Dlgs n. 50/2016 finirebbe per avere ben scarsa effettività, se fosse sufficiente, per sottrarsi all' obbligo dichiarativo ivi contenuto, che la legge di gara non ribadisse esplicitamente che i costi della manodopera costituiscono elemento essenziale dell' offerta. Conclusioni Quindi, conclude il Tar Milano, in questa ottica, l' impossibilità di cui parla la Corte di giustizia deve essere un' impossibilità oggettiva e non superabile con la peculiare diligenza richiesta ai partecipanti ad una procedura di gara, per definizione forniti di esperienza e competenze tecniche - anche nella redazione dell' offerta - particolarmente elevate.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 06/09/2019 – autore GIOVANNI F. NICODEMO


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