Ok all'affidamento parziale se lo prevede il bando

Tipologia
Notizia
Data
04/09/2019

È legittimo l' affidamento parziale del servizio, per un importo e durata inferiori a quelli preventivati con la gara, se la stazione appaltante ha previsto l' ipotesi nel capitolato d' appalto - in relazione alla particolare tipologia dell' appalto - e abbia adeguatamente motivato la decisione. In questo senso, i l Tar Campania, Napoli, sezione IV, con la sentenza n. 4428/2019. La vicenda Il ricorrente, aggiudicatario di una gara per la gestione del servizio nido/micro-nido per l' anno scolastico 2018/2019, ha impugnato la determinazione di affidamento che ha assegnato la gestione solo parziale del servizio (per un importo pari a 66.620,01 euro a fronte di un valore a basa d' asta pari a 501.006,95 euro) e per un periodo inferiore rispetto all' anno scolastico (l' affidamento avveniva per soli tre mesi). Ritenendo l' aggiudicazione parziale illegittima, il censurante si rivolge al giudice per ottenere la gestione dell' intero servizio appaltato (aggiudicato) o, in alternativa, il risarcimento del danno per l' equivalente. La stazione appaltante convenuta (un Comune) ribadisce - in difesa - che l' assegnazione parziale del servizio è stata determinata dal numero di iscritti all' asilo nido nettamente inferiore a quello prospettato. In relazione al tempo di gestione (per soli tre mesi), l' ente ha rilevato che il ritardo nella stipula del contratto risultava interamente addebitabile a comportamenti dello stesso aggiudicatario restio «ad inviare i documenti completi nonostante le richieste del Comune, con particolare riferimento alla cauzione». Con ulteriore annotazione - che il collegio campano ha ritenuto dirimente - la stazione appaltante ha evidenziato che il capitolato d' appalto ben esplicitava la possibilità, in presenza di motivate ragioni come quelle esposte, di affidare un servizio ridotto rispetto alla durata e importo preventivati. La sentenza Il giudice ha condiviso il ragionamento espresso dalla stazione appaltante e respinto il ricorso. In più parti, effettivamente, il capitolato d' appalto (articoli 2, 3 e 4 ) ha puntualizzato le prerogative correlate a una aggiudicazione parziale e che eventuali ritardi nell' inizio delle attività, conseguenti alle occorrenti procedure amministrative, non avrebbero potuto a nessun titolo essere fatti valere dall' organismo aggiudicatario. Non solo, la stazione appaltante, con il documento citato, si è dimostrata particolarmente avveduta prevendendo che «in caso di prestazioni di servizio di durata inferiore a quella prevista nel periodo di affidamento per obiettive esigenze sopravvenute , sia in fase di avvio sia in fase di svolgimento, rispetto ai presupposti in base ai quali si è provveduto all' affidamento, l' aggiudicataria non» avrebbe potuto «avanzare alcuna richiesta risarcitoria di nessun genere, neanche di mancato utile, né potrà ricorrere alla risoluzione del contratto». Analoghe precisazioni venivano indicate anche in relazione alla base d' asta configurata come importo indicativo, variabile (al ribasso evidentemente) «in dipendenza della durata dell' appalto, della particolare tipologia e necessità dell' utenza e nello specifico con riferimento alla richiesta dell' utenza medesima di avvalersi del servizio a domanda individuale di cui al presente capitolato nonché alla conseguente composizione dei moduli in base al rapporto educatore/bambini». Lo stesso numero degli iscritti, poi, poteva condizionare la base d' asta. In definitiva, gli atti di gara fin dall' origine risultano piuttosto chiari nel prevedere una assegnazione del servizio «potenzialmente variabile, in ragione di fattori (quale quello del numero di iscrizioni, chiaramente incerto) che non era possibile predeterminare se non quanto al limite massimo ma non a quello minimo». La stessa base d' asta, pertanto, è stata strutturata come di importo calibrato e calibrabile sulla reale situazione che si sarebbe venuta a creare dopo le iscrizioni degli utenti. Per la stessa ragione, inoltre, il servizio poteva non essere attuato in alcune strutture laddove il numero di iscrizioni non fosse stato sufficiente. In difetto, il servizio avrebbe dovuto essere assegnato addirittura in "perdita" per la stazione appaltante, considerato che l' appalto era condizionato da un ipotizzato " rapporto prestazione/pagamento del tutto basato sulle effettive iscrizioni al servizio di asilo nido.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 04/09/2019 – autore STEFANO USAI


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