Il contratto di cooperazione con impresa convenzionata dimostra i requisiti di capacità tecnica e pr...

Tipologia
Notizia
Data
02/09/2019

L' impresa può dimostrare il possesso del requisito di capacità tecnica 'avvalendosi' del contratto di collaborazione instaurato con altra ditta in possesso del requisito prescritto dalla legge di gara. Tale soluzione interpretativa è conforme alla norma dell' articolo 105, comma 3, lett. c bis del Codice degli appalti che non qualifica come subappalto le prestazioni rese a favore degli appaltatori in forza di contratti continuativi di cooperazione. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, Sezione III, con la sentenza del n. 5068/2019 .

Il caso Il caso si riferisce ad una gara di servizi di manutenzione e riparazione degli automezzi costituenti il parco macchine di proprietà o in uso della stazione appaltante. Nella specie la legge di gara prescriveva che i concorrenti dovevano possedere una sede operativa a cinque chilometri dal centro del Comune principale del lotto di riferimento. L' aggiudicataria ha assolto all' onere suindicato mediante il contratto di collaborazione instaurato con altra ditta in possesso del suddetto requisito, all' uopo invocando il disposto dell' articolo 105, comma 3, lett. c bis (inserita dall' articolo 69, comma 1, lett. c), Dlgs n. 56 del 19 aprile 2017) del Dlgs n. 50/2016, ai sensi del quale «le seguenti categorie di forniture o servizi, per le loro specificità, non si configurano come attività affidate in subappalto: (.) le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell' appalto.

I relativi contratti sono depositati alla stazione appaltante prima o contestualmente alla sottoscrizione del contratto di appalto». Tale soluzione è stata approvata dal Giudice amministrativo che ha respinto il ricorso formulata dall' impresa non aggiudicataria, stabilendo che essa non si traduce nella surrettizia introduzione di un subappalto in violazione delle prescrizioni stabilite dall' articolo 105 del Codice dei contratti pubblici.

La decisione Il Consiglio di Stato con la sentenza in epigrafe si pronuncia sulla portata applicativa della disposizione del Codice degli appalti che esclude la qualifica di subappalto per gli affidamenti di prestazioni rese da fornitori a favore degli appaltatori in forza di contratti continuativi di cooperazione. Il Giudice amministrativo a proposito chiarisce che l' istituto de quo , proprio perché si configura come derogatorio rispetto alla generale disciplina del subappalto, è evidentemente ancorato ai medesimi presupposti applicativi, a cominciare dalla determinazione contenutistica della prestazione eseguibile mediante il ricorso all' impresa 'convenzionata'.

La sentenza in commento spiega che in tale ottica, il riferimento della disposizione alle «prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari» non assume valenza restrittiva (della portata applicativa della previsione), come avverrebbe se si ritenesse che esso implica la necessità che l' utilità della prestazione ridondi ad esclusivo vantaggio, in senso materiale, dell' impresa affidataria (piuttosto che dell' Amministrazione), ma allude alla direzione 'giuridica' della prestazione, ovvero al fatto che l' unica relazione giuridicamente rilevante, anche agli effetti della connessa responsabilità, è quella esistente tra stazione appaltante e soggetto affidatario.

Applicando le citate coordinate ermeneutiche alla fattispecie contenziosa i Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che il requisito consistente nella disponibilità di una 'sede operativa' avente le caratteristiche geografiche indicate dalla legge di gara e destinata alla esecuzione del servizio oggetto di affidamento, può essere garantito mediante un «contratto continuativo di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritto in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell' appalto», ai sensi della disposizione citata.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 02/09/2019 – autore GIOVANNI F. NICODEMO


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