Verifiche antimafia, lo sblocca cantieri concede 30 giorni

Tipologia
Notizia
Data
31/07/2019

Una procedura accelerata che consente di rilasciare la documentazione antimafia in tempi più veloci rispetto a quelli ordinari (al massimo 30 giorni, non prorogabili).

E che, con una liberatoria provvisoria, dà via libera anche a imprese non censite nella banca dati nazionale del Viminale. Salvo, poi, fare verifiche successive, sempre in tempi strettissimi. È quanto prevede il decreto del ministero dell' Interno del 15 luglio 2019 sull' emergenza del Gran Sasso, pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» lunedì. Si tratta di un provvedimento che nasce con il passaggio dello sblocca cantieri (Dl 32/2019) nel quale si prevede l' intervento di un commissario straordinario (ancora da nominare) per risolvere l' emergenza della messa in sicurezza del bacino acquifero del Gran Sasso. Il commissario potrà derogare ad alcune procedure normalmente utilizzate per le verifiche antimafia, secondo modalità che vengono definite proprio dal provvedimento del Viminale. Il primo elemento interessante è che il modello delle procedure speciali in materia di antimafia non esordisce in questa occasione.
Un altro decreto di contenuto quasi identico (datato 20 novembre 2018) è stato approvato dal Viminale per l' emergenza seguita al crollo del viadotto Polcevera. Ma semplificazioni erano state introdotte, ad esempio, per la ricostruzione dell' Aquila, per Expo 2015 e per il terremoto del Centro Italia, anche con l' istituzione di white list: elenchi di imprese, in settori a rischio, che si sottopongono a verifiche preventive alla partecipazione alle gare. Segno che, in situazioni di emergenza, c' è il bisogno di individuare procedimenti veloci. Il «modello operativo speciale» del Governo in carica (riprendendo la definizione della circolare 29 novembre 2018 del Viminale, relativa proprio a Genova) prevede, come prima semplificazione, una concentrazione delle competenze in capo alla prefettura dell' Aquila: il flusso di documentazione antimafia sarà centralizzato e non gestito in base alla sede legale dell' impresa, come prevede il Codice antimafia. Il vero cuore del provvedimento è, però, l' iter semplificato per il rilascio di comunicazioni e informative.
Per le prime, la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (il cervellone del Viminale che consente di fare verifiche in tempo reale) avrà un ruolo centrale. Se sull' impresa non risultano anomalie o se non è stata censita (e questo deroga alle norme ordinarie), il rilascio della comunicazione avverrà in automatico dopo la consultazione della Banca dati. Successivamente, nell' arco di 15 giorni (la metà dei 30 giorni del Codice antimafia), saranno fatte altre verifiche. Anche per le informative viene introdotta una via rapida: per i soggetti sui quali non risultino indicatori di rischio o che non siano censiti nella Banca dati viene rilasciata una liberatoria provvisoria, che consente di firmare contratti con la Pa «sotto condizione risolutiva legata all' esito del procedimento». Entro 30 giorni (non prorogabili di 45 giorni come nella procedura ordinaria) sono eseguiti altri accertamenti. Per accelerare al massimo i tempi, sarà anche possibile avvalersi delle white list costituite presso le diverse prefetture: l' iscrizione sostituisce le verifiche antimafia.

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 31/07/2019 autore Giuseppe Latour


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