Stop alle aste via web sul cibo

Tipologia
Notizia
Data
23/07/2019

Non si potrà più ricorrere ad aste elettroniche negli appalti pubblici di beni e servizi per servizi mensa o forniture di beni alimentari.

E stop alle aste telematiche al doppio ribasso, fatte dalla gdo, tese ad abbattere il costo degli acquisti di prodotti agricoli e agroalimentari; pratica sleale, questa, che danneggia la filiera agroalimentare, incentivando il caporalato. I due divieti, espliciti, sono contenuti in una proposta di legge, già approvata a fine giugno dall'aula della Camera dei deputati e incardinata il quattro luglio scorso in commissione agricoltura al Senato (a.s. 1373). Pur essendo di origine parlamentare, l'iniziativa legislativa è bipartisan. Prima firmataria a Montecitorio è stata Susanna Cenni (Pd), vicepresidente della commissione agricoltura alla camera; relatrice Chiara Gagnarli (Cinquestelle). L'aula della Camera aveva dato via libera al testo – emendato dai deputati in commissione agricoltura – con 369 sì su 429 presenti (60 astenuti, zero voti contrari).
La trappola delle aste al doppio ribasso. Le centrali d'acquisto che riforniscono le insegne della grande distribuzione chiedono ai fornitori di fare una offerta al ribasso via mail per la vendita di determinati stock di prodotto. Una volta giunte le proposte, viene lanciata una seconda asta, ancora al ribasso, che ha come prezzo massimo rispetto a cui «scendere» il prezzo più basso toccato nel corso del primo giro d'asta. Il risultato è che il margine dei fornitori si assottiglia inesorabilmente pur di aggiudicarsi la commessa; di conseguenza, il fornitore scarica il minor utile rivalendosi sul produttore agricolo, da cui acquista la merce. E quest'ultimo, quando non riesce a stare nei costi di produzione, finisce per comprimere il costo del lavoro dei braccianti. Nei casi più patologici ricorrendo al nero. O al caporalato.
Le sanzioni. La proposta di legge votata alla Camera prevede «multe» fino a 50 mila euro per chi contravviene al divieto di condurre aste al ribasso via mail. La sanzione «è determinata in ragione del fatturato dell'impresa che ha commesso la violazione». Qualora, però, le violazioni siano di particolare gravità o reiterate, scatterà il blocco dell'attività di vendita per non oltre 20 giorni.
Stretta alle vendite sottocosto. L'articolato al vaglio di palazzo Madama prevede un ulteriore passo avanti nel contrasto alle operazioni di compressione dei prezzi di vendita. Contiene una delega al governo affinché metta mano alle norme che regolano le vendite sottocosto dei prodotti alimentari freschi e deperibili. L'esecutivo potrà modificare entro sei mesi dal varo della proposta di legge e con proprio regolamento, l'articolo 2, comma 1, lettera a) del dpr n. 218/2001. Come? Disponendo queste vendite sottocosto siano ammesse «solo nel caso si registri dell'invenduto a rischio di deperibilità o nel caso di operazioni commerciali programmate e concordate con il fornitore in forma scritta». Tutto questo fa comunque salvo «il divieto di imporre unilateralmente, in modo diretto o indiretto, la perdita o il costo della vendita sottocosto al fornitore». In sostanza, il sottocosto è ammissibile solo quando è stato programmato da tempo in contratti scritti e solo nel caso in cui le merci in vendita siano a rischio spreco, perché invendute e deperibili. Su questo fronte, va detto, la proposta di legge aveva inizialmente previsto una delega al governo , semplicemente per «vietare la vendita sottocosto dei prodotti alimentari freschi e deperibili»; ma in commissione agricoltura alla camera il dispositivo è stato modificato per evitare involontarie ripercussioni sul primo anello della filiera causate da eventuali crisi di domanda.
Contratti pubblici. Con un codicillo apposito, l'iniziativa parlamentare di legge introduce un nuovo divieto nel codice dei contratti pubblici (dlgs 50/2016), imponendo il divieto di aste elettroniche per «gli appalti diretti all'acquisto di beni e servizi nei settori della ristorazione collettiva e della fornitura di derrate alimentari». E lo fa introducendo un nuovo comma, l'1-bis, all'articolo 56 del codice.
Filiere etiche. Da ultimo, la proposta legislativa al vaglio di palazzo Madama contiene un'altra delega al governo, affinché adotti entro un anno dal varo della legge un decreto legislativo per la regolamentazione delle filiere agroalimentari sostenibili. I cui prodotti dovranno osservare parametri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Le nuove filiere saranno denominate «filiere etiche di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti alimentari e agro-alimentari».

 

A cura di  ITALIAOGGI - NUMERO 172   PAG. 31  DEL 23/07/2019 - autore Luigi Chiarello


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