Mancata firma digitale dell'offerta nelle procedure online, scontro tra i Tar sulla regolarizzazione

Tipologia
Notizia
Data
17/07/2019

La carenza della firma digitale dell' offerta economica nelle procedure telematiche può essere regolarizzata? È questa la problematica affrontata in due sentenze che giungono a soluzioni diametramente opposte.

Il Tar Lazio, Roma, sezione III-quater, sentenza n. 8605/2019 ritiene che l' offerta debba essere esclusa, il T ar Sardegna, Cagliari, sezione I, sentenza n. 539/2019 propende per la possibilità di ammettere il soccorso istruttorio integrativo data la sicura riconducibilità dell' offerta all' appaltatore. La querelle sulla sottoscrizione delle offerte Le due sentenze hanno affrontato, pressochè, la stessa identica problematica giungendo a soluzioni opposte. Secondo la sentenza del giudice capitolino la presenza della marcatura temporale e non anche della sottoscrizione con firma digitale rende l' offerta economica "anonima" rendendo impossibile - salvo ammettere la violazione del par condicio tra i competitori - ogni forma di soccorso istruttorio integrativo (articolo 83, comma 9, del codice dei contratti). Per il Tar Lazio, mentre la marcatura temporale «è un servizio specificamente volto ad associare data e ora certe e legalmente valide ad un documento informatico, consentendo, quindi, di attribuirgli una validazione temporale opponibile a terzi» (Dlgs 82/2005), e può «essere utilizzato anche su files non firmati digitalmente, parimenti garantendone una collocazione temporale certa e legalmente valida», la firma digitale rappresenterebbe l' unico "strumento" idoneo a esprimere e «rendere manifesta () la provenienza e l' integrità di un documento informatico» (articolo 1, comma 1, lettera s) del Dlgs 82/2005). Per effetto di quanto, la mancata apposizione della firma digitale sul documento informatico relativo all' offerta economica «bensì della sola marcatura temporale, consente di attribuire certezza legale solo quanto a data e ora della relativa formazione, ma non anche a proposito della relativa provenienza ed integrità». La decisione opposta Di diverso avviso il Tar Cagliari con una lettura maggiormente condivisibile. Secondo le ragioni della ricorrente - che sono state ritenute persuasive dal giudice isolano - il «difetto di firma digitale, nelle gare gestite con procedure telematiche, non può integrare una legittima causa di esclusione dalla gara». In un procedimento telematico, infatti, la carenza non determina (come potrebbe accadere nel procedimento cartaceo tradizionale) nessun dubbio sulla provenienza dell' offerta e sul conseguente impegno/manifestazione di volontà che la sottoscrizione esprime. Nel caso di specie, la gestione telematica richiedeva una pre-fase di accreditamento degli operatori a un sistema informatico con rilascio di credenziali personali. Il giudice, in questo caso, ha condiviso le riflessioni espresse ribadendo che, pur vero che le domande di partecipazione o le offerte, prive di sottoscrizione, devono normalmente essere considerate inammissibili e devono normalmente essere escluse dalla procedura di gara, nel caso di procedure telematiche l' intensità della carenza deve essere valutata, però, dal Rup con minor rigore. Nella sentenza, infatti, si rileva che la giurisprudenza del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi, cui ha aderito anche l' Anac «non sempre è arrivata alle rigorose conclusioni (), ritenendo di dover escludere l' irrilevanza giuridica, e quindi l' inammissibilità, di offerte prive di sottoscrizione (o con la sottoscrizione solo di alcuni dei soggetti dell' atto) quando, in base alle circostanze concrete, l' offerta risultava con assoluta certezza riconducibile e imputabile a un determinato soggetto o operatore economico» (in tal senso il Consiglio di Stato, sezione V, 21 novembre 2016 n. 4881). In questi casi, venendo meno il pericolo dell' anonimato (che priverebbe di ogni garanzia la stazione appaltante in ordine anche alla successive fasi dell' appalto), l' interesse dell' amministrazione «a non escludere un concorrente che è identificabile con assoluta certezza sulla base di altri elementi comunque acquisiti alla procedura» diventa prevalente. Da qui, l' esigenza che il Rup avvii il soccorso istruttorio integrativo (articolo 83, comma 9, del codice dei contratti).

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 17/07/2019 – autore STEFANO USAI


Loading...