Decreto ancora da completare L'attuazione avrà 27 tappe

Tipologia
Notizia
Data
03/07/2019

Il conteggio (si veda anche il Sole 24 Ore del 14 giugno scorso) parla di 27 decreti attuativi. Per descrivere la frastagliata struttura del decreto sblocca cantieri, bisogna partire da questo dato: non tutte le misure introdotte dal provvedimento avranno efficacia immediata.

Per molte bisognerà aspettare altri interventi, che integreranno il Dl 32/2019. Il blocco più rilevante riguarda sicuramente i commissari straordinari. «Per gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari», recita il decreto, Palazzo Chigi «dispone la nomina di uno o più commissari». Si tratta, evidentemente, di una norma aperta, che proprio l' attuazione dovrà riempire di contenuti. Sarà il ministero delle Infrastrutture a proporre un elenco di opere che potranno essere sottoposte alle procedure speciali. Anche se poi, fino a tutto il 2020, sarà possibile integrare la lista con altre infrastrutture.
C' è da aspettarsi che l' individuazione di queste opere non sia semplice. I poteri che la legge conferisce ai commissari sono, infatti, molti: operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, con poche eccezioni, come il rispetto delle disposizioni in materia di antimafia e i «vincoli inderogabili derivanti dall' appartenenza all' Unione europea». Le strutture commissariali, poi, andranno alimentate. Quindi, un altro provvedimento avrà il compito di stabilire i termini, le modalità, le tempistiche, l' eventuale supporto tecnico, le attività connesse alla realizzazione dell' opera e il compenso dei Commissari straordinari, «i cui oneri - precisa lo sblocca cantieri - sono posti a carico dei quadri economici degli interventi da realizzare o completare».
Ad alcune opere, però, si fa riferimento già nel Dl 32/2019. Vanno nominati entro 30 giorni il Comitato di vigilanza «per l' attuazione degli interventi di completamento della strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda, un commissario per il Mose di Venezia, uno per «consentire il celere riavvio dei lavori del Nodo ferroviario di Genova e assicurare il collegamento dell' ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il porto storico di Genova», uno incaricato «di sovraintendere alla programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi sulla rete viaria della Regione siciliana», visto lo stato di degrado in cui si trova. Entro 15 giorni deve, poi, arrivare un commissario per fronteggiare «la situazione di grave rischio idrogeologico e conseguire adeguati standard di qualità delle acque e di sicurezza idraulica del sistema idrico del Gran Sasso». Ma non finisce qui. Ci sono anche da approvare il provvedimento che riassegna i fondi del piano 6mila campanili e il «piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica».
C' è il decreto ricognitivo del ministero della Salute, per consentire l' accelerazione degli interventi di edilizia sanitaria. C' è il decreto che deve consentire di accelerare l' adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione. Ancora, nel pacchetto c' è anche un decreto non regolamentare del ministero dell' Ambiente, in materia di recupero dei rifiuti, per dare applicazione uniforme al Dl 32 nei diversi impianti sul territorio. C' è un intervento del Consiglio superiore dei lavori pubblici, l' organo tecnico consultivo del ministero delle Infrastrutture, che avrà il compito di integrare le disposizioni in materia di autorizzazione dei progetti in zona sismica. E c' è il nuovo regolamento unico, che dovrà sostituire molti dei provvedimenti approvati con la precedente impostazione del Codice (si veda l' articolo in basso).

 

A cura di Il Sole 24 Ore pag. 4 del 03/07/2019 - autore Giuseppe Latour


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