Sblocca-cantieri, stop al rito «super-accelerato» per i ricorsi notificati dopo il 19 aprile

Tipologia
Notizia
Data
19/06/2019

La disposizione sull' abrogazione del rito super accelerato, introdotto dall' articolo 204 del codice degli appalti pubblici, si applica ai processi iniziati dopo la data di entrata in vigore del decreto Sblocca-cantieri, intendendosi con questa espressione quelli in cui il ricorso introduttivo è notificato, e non depositato, dopo il 19 aprile 2019.

È questa la pronuncia del Tar Calabria, con la sentenza n. 324/2019 , in merito all' ambito di operatività della disciplina transitoria prevista dall' articolo 1, comma 5, del Dl 32/2019 convertito dalla legge 55/2019 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 17 giugno .

In seguito di questo intervento legislativo abrogativo residua solo il rito speciale appalti: a partire dalla data del 19 aprile 2019, pertanto, l' impugnativa dei provvedimenti relativi alla fase di ammissione ed esclusione dalle gare è consentita solo al momento dell' aggiudicazione definitiva, quando il pregiudizio diventa concreto e attuale. Per le gare in corso di svolgimento non vi è più un onere di immediata impugnazione.

Il caso L' analisi dei giudici amministrativi ha preso avvio da un ricorso notificato prima dell' entrata in vigore del decreto Sblocca-cantieri, ma depositato successivamente allo stesso: il collegio ha chiarito, infatti, che la controversia continua a essere regolata dal rito super speciale disciplinato dall' articolo 120, comma 2-bis, del codice del processo amministrativo, nonostante l' intervenuta abrogazione della norma, proprio in virtù della notifica del ricorso, validamente effettuata in data anteriore.

La decisione I magistrati definiscono la latitudine applicativa della norma transitoria traendo il proprio convincimento con l' analisi degli effetti sostanziali e processuali che derivano dalla proposizione del ricorso introduttivo. L' inizio del processo, individuato dal legislatore quale linea di demarcazione temporale ai fini dell' operatività della norma abrogativa, è identificato dalla notifica del ricorso, in virtù di un canone esegetico che mira alla effettività della tutela giurisdizionale, oltre che a ragioni di ordine logico-sistematico.

Con la notifica del ricorso, infatti, la scelta del rito processuale acquisisce definitività e, in conformità al principio «tempus regit actum», impedisce che disposizioni processuali modificative, intervenute successivamente, possano condizionare l' ulteriore sviluppo del processo, esponendo il ricorrente a «irrimediabili conseguenze pregiudizievoli sull' immediatezza dell' accesso alla tutela gurisdizionale». Una diversa interpretazione della disposizione comporta, inevitabilmente, una applicazione retroattiva della norma transitoria contraria alla lettera e allo spirito della legge. La codifica fornita dal Tar calabrese poggia le proprie motivazioni anche sul principio di coerenza interna del processo amministrativo.

La data della notifica del ricorso, infatti, rappresenta il riferimento temporale per la fissazione dell' udienza in camera di consiglio al fine della trattazione della domanda cautelare. Il momento della notifica, infine, «risponde espressamente ad irrinunciabili esigenze di certezza sostanziale e speditezza processuale», poiché è da quel riferimento temporale che decorre il termine di stand still processuale, ovvero il divieto per la stazione appaltante di stipulare il contratto di appalto in pendenza di un ricorso giurisdizionale proposto contro l' aggiudicazione definitiva.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 19/06/2019 – autore STEFANIA SORRENTINO


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