Legittima l'esclusione per anomalia una volta verificate le giustificazioni senza altri adempimenti

Tipologia
Notizia
Data
17/06/2019

Il Tar Calabria, con la sentenza n. 1120/2019 , ha chiarito che il contraddittorio, con l' aggiudicatario, previsto per la verifica delle riscontrate anomalie dell' offerta si realizza nel momento in cui il Rup chiede la presentazione delle giustificazioni. Verificata l' incongruità dell' offerta, il responsabile unico può procedere con l' esclusione dell' appaltatore senza ulteriori richieste di chiarimenti né deve ritenersi tenuto ad anticiparne le incongruenze.

La vicenda L' aggiudicatario escluso ha proposto ricorso al Tar lamentando l' illegittimità della conduzione del procedimento di verifica dell' anomalia dell' offerta, in quanto il procedimento non sarebbe stato condotto dal Rup ma dalla commissione di gara violando le indicazioni Anac contenute nelle linee guida n. 3 (dedicate alla disciplina di dettaglio dei compiti del responsabile unico del procedmento di gara). Altro rilievo sollevato ha riguardato la non corretta conduzione del contraddittorio aggiudicatario/stazione appaltante quale passaggio, ineliminabile, propedeutico all' adozione di provvedimenti di esclusione.

La sentenza Il giudice non ha condiviso le censure. In primo luogo, è emerso dai verbali che le riunioni riservate della commissione di gara, deputate alla verifica della potenziale anomalia, si sono svolte alla presenza del responsable unico del procedimento il quale ha anche firmato le risultanze finali. Da ciò si deduce che il Rup non ha subito una valutazione effettuata da altri soggetti ma ha preso parte alla decisione assumendone la correlata responsabilità. Questo modus operandi, secondo il giudice, risulta coerente anche con le disposizioni di dettaglio indicate dall' ANAC nelle linee guida citate laddove si prevede che il Rup possa farsi supportare dalla commissione di gara. Non è apparso configurabile, pertanto, «il vizio di incompetenza denunciato dal ricorrente, giacché la valutazione dell' anomalia è stata operata dal responsabile unico del procedimento, con il supporto tecnico della commissione giudicatrice».

Il ricorrente si è lamentato, inoltre, della carenza del contraddittorio, e quindi della concreta possibilità di far valere le proprie giustificazioni a supporto dell' offerta presentata, in violazione dell' articolo 97 del codice dei contratti. Anche questa censura non è stata condivisa. Il giudice ha sottolineato che la differenza sostanziale tra pregresso procedimento di verifica dell' anomalia (Dl 163/2006) e quello attuale, è la netta semplificazione che si esprime nel passaggio da una procedura trifasica (che prevedeva anche il colloquio) a tutto vantaggio di una procedura monofasica. Procedura che si sotanzia, in effetti, nella sola richiesta delle giustificazioni, ovvero le «spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte se queste appaiono anormalmente basse». Ed è in questa richiesta che si estrinseca il contraddittorio.

Una volta valutate le giustificazioni, se queste non sono ritenute congrue perché «l' offerta è anormalmente bassa in quanto: a) non rispetta gli obblighi di cui all' articolo 30, comma 3; b) non rispetta gli obblighi di cui all' articolo 105; c) sono incongrui gli oneri aziendali della sicurezza di cui all' articolo 95, comma 10 rispetto all' entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture; d) il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all' articolo 23, comma 16» il Rup può già procedere, con motivazione, all' estromissione dell' appaltatore. L' attuale apparato normativo non prevede nessuna disposizione che imponga al Rup, che ha già richiesto spiegazioni, «di assegnare un ulteriore termine al ricorrente per integrare o chiarire le deduzioni anteriormente presentate, né per una eventuale convocazione». La valutazione della potenziale anomalia è maturata all' esito di un contraddittorio pieno nel corso del quale il concorrente è stato posto nelle condizioni di spiegare le ragioni dell' affidabilità della sua offerta senza alcuna necessità di «indicare anticipatamente i singoli aspetti in ragione dei quali l' offerta non risultava, agli occhi della stazione appaltante, credibile».

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 17/06/2019 – autore STEFANO USAI

 

 


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