Lo Sblocca cantieri incassa la fiducia, ora 18 decreti per i commissari

Tipologia
Notizia
Data
13/06/2019

Fila via liscio il passaggio alla Camera del decreto Sblocca-cantieri dopo la via crucis costellata di polemiche e stop & go al Senato. Ieri l' Aula di Montecitorio ha dato l' ok al voto di fiducia chiesto dal Governo per blindare il provvedimento che deve essere convertito in legge entro il 17 giugno.

Oggi la Camera tornerà a riunirsi per il voto finale. Poi il decreto si avvierà a grandi passi verso la Gazzetta Ufficiale. Da quel momento scatterà il conto alla rovescia per la nomina dei commissari straordinari che dovranno occuparsi di sbloccare le opere in stallo.

Un capitolo che si è molto arricchito nel passaggio in Aula a Palazzo Madama.Oltre ai commissari straordinari pensati fin dall' inizio per intervenire su una serie di opere, ancora da individuare ma comunque considerate prioritarie, ampi poteri in deroga sono stati riconosciuti a tutta una serie di commissari ad hoc. Tra questi il commissario per il Mose, per il Gran Sasso, per il Nodo di Genova. Nel conto vanno inseriti anche i commissari per le strade siciliane e il comitato di vigilanza per il completamento della Lioni-Grottaminarda in Campania che erano già previsti dal decreto in vigore dal 19 aprile. E non va dimenticato il tentativo di mettere o rimettere in marcia i piani per i piccoli comuni, per l' edilizia sanitaria, per i depuratori e per i punti di ricarica dei veicoli elettrici.

Un quadro complesso che ha bisogno di parecchia benzina normativa per mettersi in moto. Passando dalle metafore ai numeri, vuol dire che per rendere operativa la macchina dei commissari il governo dovrà mettere mano a ben18 decreti. E che se si vuole rispettare la tabella di marcia, si annuncia un inizio estate di fuoco per i vertici del ministero delle Infrastrutture. Dei 18 provvedimenti che servono per innescare le procedure straordinarie ben 13 dipendono da Porta Pia e di questi ben sette devono essere varati entro 30 giorni dalla conversione del decreto, quindi entro metà luglio.

Il passaggio più complicato riguarda l' individuazione della lista delle opere bloccate da sottoporre al commissariamento. Qui servono almeno due decreti del presidente del Consiglio, in questo caso da varare entro 180 giorni, ma includendo nel conto la proposta del ministero delle Infrastrutture, il "concerto" dell' Economia e un passaggio in Parlamento per il parere delle commissioni. Insomma, non proprio un iter fulmineo. Un inciampo , intanto, il decreto rischia di subirlo già in partenza su una delle tre norme chiave per le quali è stata fatta scattare la sospensione del codice appalti fino al 2020. Stiamo parlando dell' obbligo di mandare in gara i lavori pubblici su progetto esecutivo.

Un obbligo che il decreto Sblocca-cantieri punterebbe a a far saltare riportando in vita l' appalto integrato libero e dunque cancellando il divieto di assegnare ai costruttori il compito di portare a termine i progetti prima di dare il via alle opere. Un' idea nata per semplificare la vita alle stazioni appaltanti e accelerare la strada che porta dal progetto al cantiere. Peccato che la versione finale del decreto si limiti a congelare per i prossimi 18 mesi i solo una porzione del divieto, lasciando del tutto inalterata la norma del codice appalti che impone di assegnare le gare su progetto esecutivo, fatto salvo il caso di opere ad alto tasso di tecnologia.

Conseguenza? A meno di un intervento riparatore su questo punto si rischia il nulla di fatto. Per il resto vengono confermate tutte le altre misure già annunciate. A partire dalla sostituzione delle linee guida flessibili dell' Anac con un nuovo regolamento appalti, unico e vincolante, fino all' innalzamento (temporaneo) del tetto del subappalto dal 30% al 40% con la cancellazione dell' obbligo di nominare con l' offerta almeno tre potenziali subaffidatari per ogni tipologia di opera. I piccoli comuni (tutti quelli non capoluogo) incassano, fino al 2020, la possibilità di gestire in proprio le gare d' appalto di qualsiasi importo e fino alla stessa data viene cancellato anche l' obbligo di nominare i commissari di gara, pescando dall' albo di esperti gestito dall' Anticorruzione. Nel capitolo semplificazioni vanno annoverati gli affidamenti diretti dei lavori (con tre preventivi) fino a 150mila euro e le procedure negoziate a inviti per gli appalti fino a un milione. Ok anche al massimo ribasso, temperato dall' esclusione delle offerte a più alto tasso di sconto, («anomale») fino alla soglia Ue di 5,5 milioni.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 13/06/2019 – autore MAURO SALERNO


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