Appalti e dichiarazione delle condanne, non è sufficiente allegare il certificato del casellario giu...

Tipologia
Notizia
Data
10/06/2019

La dichiarazione delle condanne subite prescritta per la partecipazione alle gare non può essere sostituita dalla allegazione del certificato del casellario giudiziale, anche se comprende le condanne soggette al beneficio della non menzione. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza del 13 maggio 2019 n. 3059 . 

Il caso si riferisce ad una gara di lavori. È stato contestato all' operatore economico di non aver dichiarato le condanne penali ai fini della partecipazione alla gara, limitandosi a farle constatare a mezzo di un certificato del casellario giudiziale, allegato alla dichiarazione stessa. Il primo Giudice rileva che la predetta omissione invalidi la partecipazione del concorrente, stabilendo, quindi, che in tale ipotesi l' operatore economico deve essere escluso dalla competizione. Dello stesso avviso si è detto il Consiglio di Stato avvertendo che, ai fini della dichiarazione in questione, non è sufficiente la mera all' allegazione del certificato rilasciato dal casellario giudiziario. La decisione Per il Giudice amministrativo nelle procedure a evidenza pubblica, preordinate all' affidamento di un appalto, l' omessa dichiarazione da parte del concorrente di tutte le condanne penali eventualmente riportate, anche se attinenti a reati diversi da quelli contemplati dal Codice degli appalti, comporta senz' altro la sua esclusione dalla gara, perché in tal modo viene impedito alla stazione appaltante di valutarne la gravità: valutazione che ad essa sola compete e che non può esserle potestativamente preclusa dall' autodeterminazione dell' interessato. Sulla scorta di tale principio il Consiglio di Stato afferma la legittimità dell' esclusione nel caso dell' omessa dichiarazione di cui trattasi, che va resa completa ai fini dell' attestazione del possesso dei requisiti di ordine generale e deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla ritenuta gravità del reato e dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete alla sola stazione appaltante. Mentre, con riferimento alla sussistenza o meno dell' obbligo di dichiarare i reati estinti, i Giudici di Palazzo Spada spiegano che l' estinzione del reato, che consente di non dichiarare l' emanazione del relativo provvedimento di condanna, secondo la prevalente giurisprudenza, non è automatica per il mero decorso del tempo, ma deve essere formalizzata in una pronuncia espressa del Giudice dell' esecuzione penale, che è l' unico soggetto al quale l' ordinamento attribuisce il compito di verificare la sussistenza dei presupposti e delle condizioni per la relativa declaratoria, con la conseguenza che, fino a quando non intervenga tale provvedimento giurisdizionale, non può legittimamente parlarsi di 'reato estinto' e il concorrente non è esonerato dalla dichiarazione dell' intervenuta condanna. Infine, per il Consiglio di Stato non rileva la facoltà della stazione appaltante di accedere al casellario giudiziario per vagliare la veridicità delle informazioni, poiché tale attività ricade nell' ambito della verifica svolta alla luce delle dichiarazioni rese, mentre il Codice sanziona con l' esclusione l' omessa dichiarazione.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/06/2019 – autore GIOVANNI F. NICODEMO


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