Firma digitale sull'offerta equivale a quella su carta

Tipologia
Notizia
Data
24/05/2019

La firma digitale su un' offerta è del tutto equivalente a quella apposta su un documento cartaceo; è illegittimo richiedere la sottoscrizione per esteso di ogni pagina dell' offerta e quindi è illegittima l' esclusione dalla gara del concorrente che abbia siglato digitalmente.

Lo ha affermato l' Autorità nazionale anticorruzione nella deliberazione del 3 aprile 2019 n. 276 in risposta all' istanza di precontenzioso del 9 gennaio 2019 con la quale una società che aveva partecipato ad una gara d' appalto aveva rappresentato di essere stata illegittimamente esclusa dalla procedura, all' esito delle integrazioni documentali presentate in sede di soccorso istruttorio, per aver trasmesso la copia del protocollo di integrità di Roma Capitale senza rispettare le disposizioni del disciplinare di gara. Quest' ultimo prevedeva che il documento fosse debitamente sottoscritto e timbrato su ogni pagina dal titolare, o dal legale rappresentante o di altra persona e munita di specifici poteri di firma dal titolare. Diversamente, il concorrente aveva inviato il documento in forma di file in formato «pdf» sottoscritto digitalmente, nel presupposto che fosse equivalente alla firma autografa.

La gara veniva bandita con procedura negoziata in base all' articolo 36, comma 2, lett. c) del codice appalti per l' affidamento dell' appalto biennale di manutenzione ordinaria e pronto intervento di edifici scolastici (asili nido, scuole dell' infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado di competenza del Municipio XI di Roma), e veniva svolta sulla piattaforma telematica Mepa di Consip. Dopo avere accertato che la sottoscrizione sul documento, in funzione di dichiarazione di accettazione, era stata apposta da un procuratore speciale della società munito dei poteri di firma degli atti di gara, l' Anac ha affermato che la firma digitale equivale alla firma autografa apposta su un documento cartaceo e che la sottoscrizione del relativo file «.p7m», regolarmente effettuata secondo lo standard CAdES, è da ritenersi pienamente idonea ad assolvere alla funzione di attestare la provenienza dell' atto in capo al suo autore.

Dal momento che la procedura era stata svolta sulla piattaforma telematica Mepa di Consip, ha detto l' Anac, va anche ricordato che ai sensi dell' art. 24, comma 2, del dlgs 82/2005 (Codice dell' amministrazione digitale) l' apposizione della firma digitale integra e sostituisce l' apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente. Alla luce di questa precisazione e della necessità di rispettare il principio della tassatività delle cause di esclusione, oggi previsto dall' art. 83, comma 8, del codice dei contratti pubblici, nonché i principi della massima partecipazione, di non aggravamento del procedimento e di proporzionalità, non è quindi legittima la richiesta della lex specialis di gara che preveda, pena l' esclusione, la sottoscrizione per esteso di ogni pagina dell' offerta. Nell' ottica del superamento dell' imposizione di adempimenti meramente formali, l' Anac ha ritenuto che fosse del tutto sufficiente la singola sottoscrizione digitale del protocollo di integrità, da ritenersi equivalente rispetto alle clausole del disciplinare.

A cura di Italia Oggi pag. 36 del 24/05/2019   


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