Gare, torna lo stato di diritto

Tipologia
Notizia
Data
16/05/2019

Dietrofront sull' esclusione dalle gare d' appalto delle imprese con irregolarità (fiscali e previdenziali) non definitivamente accertate.

Come anticipato su ItaliaOggi del 3 maggio, la maggioranza ha deciso di fare dietrofront sulla controversa norma del decreto sblocca cantieri che interveniva sulle cause di esclusione dalle gare d' appalto pubbliche (art.80, comma 4, del dlgs 50/2016) stabilendo la possibilità di escludere un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d' appalto se la stazione appaltante fosse a conoscenza di un' inadempienza dell' impresa agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse o contributi previdenziali anche «non definitivamente accertati». Una norma che aveva subito prodotto una levata di scudi da parte delle categoria (in primis commercialisti e professionisti tecnici) che lamentavano l' istituzione di «uno stato di polizia tributaria».
Ora la maggioranza gialloverde tornerà sui propri passi, cancellando integralmente la norma (articolo 1, comma 1, lettera n, numero 4 del dl 32/2019). Ad annunciarlo a ItaliaOggi il relatore del decreto in commissione lavori pubblici e ambiente del senato, Agostino Santillo (M5S) che ha assicurato anche un altro dietrofront molto atteso dai professionisti, ossia quello sull' incentivo del 2% ai tecnici interni alla pubblica amministrazione. «Siamo molto soddisfatti che siano stati accolti e condivisi i nostri dubbi in tema di reintroduzione dell' incentivo ai dipendenti pubblici e appalto integrato. Queste misure infatti, come più volte ripetuto, sarebbero andate a discapito della dignità professionale di architetti e ingegneri liberi professionisti, svilendone sia il ruolo sia la qualità del loro lavoro», ha affermato Egidio Comodo, presidente di Fondazione Inarcassa.
Dopo un lungo incontro di mediazione con gli alleati della Lega, Santillo ha confermato la revisione delle soglie di affidamento, con l' innalzamento a un milione di euro della soglia massima per la procedura negoziata (si veda ItaliaOggi del 10 aprile) mentre resta ancora da sciogliere il nodo del contributo «salva cantieri», istituito per venire in aiuto delle imprese sub-appaltatrici e sub-fornitrici in caso di crisi dell' appaltatore. Una cosa è certa: il contributo (in un primo momento annunciato dal ministro Danilo Toninelli allo 0,5% del valore del bando e poi rimodulato da un emendamento del M5S allo 0,2% sul ribasso offerto dall' aggiudicatario rispetto alla base d' appalto) «non dovrà più gravare sulle imprese». Su questo Santillo è stato categorico anche se, ha spiegato, «ora bisogna individuare una soluzione normativa che non crei problemi di compatibilità con le norme comunitarie».
In attesa di definire le ultime riformulazioni, ieri in tarda serata sono iniziate le votazioni in commissione sugli emendamenti all' articolo 1 del decreto legge, quello che contiene le modifiche al codice appalti. Le votazioni proseguiranno per tutta la settimana con l' obiettivo di chiudere i lavori in commissione entro martedì 21 (o al massimo mercoledì 22). Poi ci sarà lo stop per le elezioni europee che rinvierà l' approdo in aula del decreto al 28 maggio. Per quella data, chiariti, grazie al voto, i rapporti di forza all' interno della maggioranza, tutti i nodi tecnici dovranno essere sbrogliati.

 

A cura di Italia Oggi del 16/05/2019 pag. 32 - autore FRANCESCO CERISANO

 


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