Sempre illegittima la procedura negoziata se prima non c'è stata indagine di mercato

Tipologia
Notizia
Data
13/05/2019

La procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando è uno strumento di carattere eccezionale che la Pa può utilizzare dando conto, con adeguata motivazione, delle ragioni di estrema urgenza e degli eventi imprevedibili che non consentono il rispetto dei termini per le procedure di gara a evidenza pubblica.

Ciò premesso, va peraltro ribadito che nel caso di utilizzo di procedura negoziata senza bando non è consentito l' affidamento diretto, dacché l' amministrazione aggiudicatrice è sempre tenuta (articolo 63, comma 6, del Dlgs 50/2016, Codice dei contratti) a individuare l' affidatario previa un' indagine di mercato e la consultazione di almeno 5 operatori economici.

In più occasioni l' Anac, nell' esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo sui contratti pubblici, ha dimostrato di aderire a un' interpretazione rigorosa della normativa sopra citata, con la conseguenza che le deroghe al principio della gara pubblica per la scelta del contraente non possono che risultare limitate e circoscritte. Seguendo questa linea di intransigenza l' Autorità, con la delibera n. 305/2019 , ha formulato dei rilievi all' operato del Comune di Bologna in ordine agli affidamenti del servizio per la gestione della postalizzazione degli atti giudiziari relativi alle violazioni del codice della strada, effettuati dall' ente locale a più riprese con reiterate procedure negoziate senza bando.

Il fatto L' indagine prende le mosse da una ricerca sulla banca dati dei contratti pubblici, da cui è emerso che il suddetto Comune ha acquisito il Cig per un appalto di servizi con un importo di oltre 6,8 milioni di euro da assegnare mediante affidamento diretto. Di qui la richiesta di informazioni al Comune e lo scambio di una fitta corrispondenza con l' ente che delinea nel dettaglio la vicenda.

Per la gestione del servizio di postalizzazione degli atti giudiziari relativi alle violazioni del codice della strada, il Comune si è avvalso nel periodo marzo 2014-giugno 2016 di una convenzione stipulata con l' apposita Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici, che in qualità di centrale di committenza ha individuato un operatore economico per la gestione del servizio a livello del territorio locale. Una volta scaduta la convenzione le cose però si sono complicate, prendendo una piega che ha prestato il fianco a obiezioni di illegittimità. Da un lato il Comune ha autorizzato a più riprese la proroga dei servizi in convenzione al medesimo operatore economico, necessariamente individuato in via diretta con reiterate procedure negoziate senza bando.

Dall' altro lato, l' Agenzia regionale ha attivato dal 20 dicembre 2016 un bando di gara per i servizi di gestione delle sanzioni amministrative derivanti dalle violazioni del codice della strada, con la suddivisione delle attività in lotti, ma la relativa aggiudicazione è stata oggetto di ricorso giurisdizionale che ha precluso la stipula della relativa convenzione. Nel frattempo il Comune di Bologna, per garantire la continuità del servizio di postalizzazione degli atti giudiziari, ha dato corso a ulteriori procedure negoziate senza bando, individuando quale gestore - sempre in via diretta - l' aggiudicatario della gara svolta dall' Agenzia regionale, che aveva presentato un' offerta con prezzi più bassi di quelli praticati dal precedente gestore.

La censura dell' Anac Nella sequenza delle varie procedure attivate dal Comune, l' Anac ha osservato che tutte queste sono state esperite senza una preventiva indagine di mercato e la consultazione di operatori economici, nei termini prescritti dall' articolo 63, comma 6, del codice dei contratti.

Questa irregolarità viene pesantemente censurata dall' Autorità, che ravvisa nella fattispecie «profili di anomalia e criticità», malgrado che il Comune avesse motivato la procedura negoziata non solo con l' estrema urgenza del caso e la necessità di salvaguardare la continuità del servizio, ma anche con la congruità dei prezzi oggetto dell' offerta. In definitiva, secondo l' Anac è senz' altro legittima l' indizione di una procedura negoziata senza bando per l' impossibilità di aderire a una nuova convenzione, ove il ritardo nella stipula dipenda dalla centrale di committenza e non sia imputabile all' amministrazione aggiudicatrice.

Tuttavia in nessun caso risulta legittima la procedura negoziata senza indagine di mercato, in quanto con essa, scrive l' Autorità, «il Comune avrebbe potuto verificare se nel vasto mercato dei fornitori di servizi postali vi fossero altri operatori economici potenzialmente interessati a contrarre con l' amministrazione comunale, in grado di fornire il medesimo servizio offerto () o soluzioni alternative, ugualmente corrispondenti ai fabbisogni della stessa amministrazione».

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 13/05/2019 – autore MICHELE NICO


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