Responsabile unico nei piccoli appalti: l'Anac chiede al Parlamento correttivi sulle incompatibilità

Tipologia
Notizia
Data
08/05/2019

Le disposizioni sulla verifica dei progetti impediscono al responsabile unico del procedimento di effettuare attività di progettazione e di direzione lavori per gli appalti di valore inferiore a un milione di euro.

L' Autorità nazionale anticorruzione ha inviato a Governo e Parlamento l 'atto di segnalazione n. 5/2019 , richiedendo un intervento normativo che coordini le previsioni contenute negli articoli 26 e 32 del Dlgs 50/2016. L' incrocio delle norme del codice La prima disposizione, che disciplina le attività di verifica dei progetti per gli appalti di lavori, prevede che sotto il milione di euro non vi siano alternative al Rup per l' attività di verifica, la quale, per espressa previsione del codice dei contratti pubblici, è incompatibile con quella di progettazione e direzione dei lavori.

L' articolo 31, invece, prevede espressamente tra i compiti che possono essere affidati al responsabile unico del procedimento quelli di progettazione e di direzione dei lavori per affidamenti di importo limitato, rimandando all' Anac il compito di fissare l' importo massimo per queste attività, stabilito nelle linee guida n. 3 nel valore di 1.500.000 euro.

Tuttavia la combinazione tra le due disposizioni del Dlgs 50/2016 per gli appalti fino a 1.000.000 di euro obbliga il Rup a svolgere la funzione di verificatore, determinando di conseguenza che fino a quell' importo lo stesso non possa mai svolgere le funzioni di progettista o di direttore dei lavori, svuotando di contenuto la previsione dell' articolo 31 del codice dei contratti pubblici. Il ruolo di validatore L' Autorità nazionale anticorruzione rileva anche che l' articolo 26, al comma 8, assegna al Rup il compito di sottoscrivere la validazione del progetto, atto formale che riporta gli esiti della verifica e fa specifico riferimento (e, quindi, ne tiene conto) al rapporto conclusivo del verificatore e alle eventuali controdeduzioni del progettista.

In questo caso, non è indicato alcun limite di importo e, quindi, si tratta di un' attività che deve essere sempre svolta dal responsabile unico del procedimento. La disposizione del codice non indica tuttavia cosa accada nel momento in cui si crei una divergenza di opinioni tra verificatore e progettista, non ritenendo ammissibile che l' atto di validazione del progetto, essendo la validazione un elemento essenziale della lex specialis di gara, possa contenere una tale divergenza non sanata. L' Anac evidenzia peraltro, che se il validatore deve comporre eventuali conflitti sorti tra verificatore e progettista ne dovrebbe conseguire che il soggetto che valida il progetto deve essere distinto da quello che ha realizzato la progettazione e da quello che ha proceduto alla successiva verifica.

Le richieste di chiarimento L' atto di segnalazione richiede un intervento normativo per chiarire anche in questo caso le eventuali incompatibilità del validatore e i casi in cui il validatore può eventualmente coincidere con il verificatore o, al limite, con il progettista. La proposta dell' Autorità si focalizza su due possibili modifiche al comma 6 dell' articolo 26 del Dlgs 50/2016, al fine di dare alle stazioni appaltanti possibilità di ricorrere a soggetti distinti dal responsabile unico del procedimento per l' attività di verifica relativa a lavori di importo fino a 1.000.000 di euro, al fine di permettere allo stesso di svolgere anche l' attività di progettazione, così come previsto dall' articolo 31 del codice dei contratti pubblici.

In relazione all' incompatibilità tra verifica e validazione, l' atto di segnalazione evidenzia come possibile soluzione una norma che, entro il valore di 1.000.000 di euro e in considerazione dei ridotti importi delle attività inerenti alla progettazione, sostenga che le attività di verifica e di validazione possono coincidere, mentre in ordine all' incompatibilità dell' attività di validazione con quella di progettazione (situazione nella quale verrebbe meno l' alterità soggettiva necessaria a garantire la neutralità e l' imparzialità di giudizio nell' attività di controllo), l' Anac rimette la soluzione a un intervento normativo che chiarisca i profili e i parametri della necessaria distinzione.


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