Obblighi di pubblicità e trasparenza per gli appalti sotto-soglia d'interesse trasfrontaliero

Tipologia
Notizia
Data
06/05/2019

Le amministrazioni devono assicurare adeguate garanzie di pubblicità alle procedure per l' aggiudicazione di appalti di valore inferiore alle soglie Ue, ma che possiedono carattere transfrontaliero e la valutazione di questa caratteristica deve essere effettuata sulla base di vari parametri.

Il Consiglio di Stato, in sede consultiva, nell' ambito del parere n. 1312/2019 sulla bozza di revisione delle linee guida Anac per la disciplina delle procedure di affidamento sottosoglia fornisce importanti elementi per individuare gli appalti che, pur di valore inferiore alle soglie previste dall' articolo 35 del Codice dei contratti, hanno rilevanza per operatori economici di più Paesi. Il chiarimento prende in considerazione anche le novità introdotte dal Dl 32/2019 che, proprio in relazione alla potenziale rilevanza per operatori di più Paesi di un appalto sottosoglia determina l' impossibilità di utilizzare l' esclusione automatica delle offerte (nelle gare con il prezzo più basso), in coerenza con quanto previsto dal diritto eurounutario. La giurisprudenza della Corte di giustizia dell' Unione europea ha costantemente affermato che in relazione all' affidamento degli appalti sottosoglia le stazioni appaltanti sono tenute a rispettare le norme fondamentali e i principi generali del Trattato e, in particolare, il principio di parità di trattamento e il principio di non discriminazione in base alla nazionalità nonché l' obbligo di trasparenza che ne deriva. Lo sviluppo delle procedure di aggiudicazione degli appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria nel rispetto di questi principi e criteri è peraltro imposta quando gli appalti, seppure di valore inferiore alle soglie Ue, presentino un interesse transfrontaliero certo (Corte di Giustizia, sentenza 13 novembre 2007, causa C-507/03, punto 29). L' interesse trasfrontaliero Il Consiglio di Stato evidenzia a titolo esemplificativo come un appalto di lavori possa presentare interesse transfrontaliero in ragione del suo valore stimato, in relazione alla propria tecnicità o all' ubicazione dei lavori in un luogo idoneo ad attrarre l' interesse di operatori esteri. La determinazione dell' eventuale interesse transfrontaliero dell' appalto spetta all' amministrazione aggiudicatrice, ma i criteri oggettivi per giungere alla definizione potrebbero essere stabiliti da una normativa specifica, compresi i regolamenti degli enti locali. Il Consiglio di Stato chiarisce come i criteri potrebbero sostanziarsi, in particolare, nell' importo di una certa consistenza dell' appalto (ad esempio, se molto vicino alle soglie), in combinazione con il luogo di esecuzione dei lavori, ma anche nelle particolari caratteristiche tecniche dei servizi, dei lavori o dei prodotti oggetto dell' acquisto. In linea generale, il carattere transfrontaliero dell' appalto non dovrebbe aversi per acquisti di valore limitato, salvo che non sia sviluppato in un contesto territoriale che coinvolga Stati membri diversi, come un' area di confine. Le garanzie di trasparenza Il Consiglio di Stato evidenzia come per l' affidamento di appalti e concessioni di interesse transfrontaliero certo le stazioni appaltanti debbano adottare procedure di aggiudicazione adeguate e utilizzare mezzi di pubblicità atti a garantire in maniera effettiva ed efficace l' apertura del mercato alle imprese estere nonché il rispetto delle norme fondamentali e dei principi generali del Trattato. Il parere chiarisce che per le opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire, nel calcolo del valore stimato devono essere cumulativamente considerati tutti i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria anche se appartenenti a diversi lotti, connessi ai lavori oggetto di permesso di costruire, permesso di costruire convenzionato o convenzione di lottizzazione o altri strumenti urbanistici attuativi. La deroga prevista dall' articolo 16, comma 2-bis, del Dpr 380/2001 (possibilità di affidamento diretto dei lavori relativi a opere di urbanizzazione primaria funzionali) si applica unicamente quando il valore di tutte le opere di urbanizzazione, calcolato in base all' articolo 35, comma 9, codice dei contratti pubblici, non raggiunge le soglie di rilevanza comunitaria. Il parere prende in esame anche l' innalzamento da 1.000 a 5.000 euro della soglia di valore entro la quale le stazioni appaltanti possono acquisire beni e servizi senza utilizzare il Mepa o altre piattaforme telematiche, in relazione al quale il Consiglio di Stato precisa che l' innalzamento dela soglia determina come possible possibile, con scelta motivata, derogare al principio di rotazione.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 06/05/2019 – autore ALBERTO BARBIERO


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