Gare, requisiti a lunga scadenza

Tipologia
Notizia
Data
06/05/2019

Qualificazione delle imprese più facile con l' estensione da 10 a 15 anni dell' arco della validità dei requisiti. È una delle principali novità contenute nel decreto legge n. 32/2019, il cosiddetto «Sblocca cantieri», ora all' esame delle commissioni lavori pubblici e ambiente e territorio del senato.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 18/4/2019, prevede inoltre le Soa (Società organismi di attestazione) qualificate come incaricati di funzioni pubblicistiche e responsabili davanti alla Corte dei conti; la riapertura degli affidamenti di progettazione esecutiva e costruzione; l' innalzamento del limite per il subappalto dal 30 al 50%; l' eliminazione dell' obbligo della terna dei subappaltatori; l' affidamento di lavori entro 200 mila euro con procedura negoziata senza bando e invito a tre imprese.

Per le imprese di costruzioni rileva, soprattutto, la materia della disciplina dei requisiti speciali di partecipazione per i lavori (capacità professionale, economico-finanziaria e tecnico-professionale dei concorrenti), prima demandata a un decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare, su proposta dell' Anac, entro un anno dalla data di entrata in vigore del codice. Ora, con il decreto 32, viene rimessa al regolamento di attuazione di cui all' articolo 216, comma 27-octies che sostituirà per determinate materie quanto già uscito in questi tre anni. Ma la parte più significativa riguarda il sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici, in relazione al quale viene aggiunta la previsione che gli organismi di diritto privato incaricati dell' attestazione delle imprese, le cosiddette Soa, svolgono funzioni di natura pubblicistica, anche agli effetti della normativa in materia di responsabilità dinanzi la Corte dei conti. Si tratta in questo caso della riproduzione di quanto era precedentemente previsto dal codice in vigore prima della riforma del 2016 (art. 40 del dlgs 163/2006).

Per le imprese di costruzioni, anche in relazione agli effetti particolarmente negativi dell' andamento del settore negli ultimi anni che, in alcune categorie di lavori, ha reso particolarmente problematico attestare l' effettuazione di lavori e quindi mantenere la qualificazione, il decreto amplia l' ambito temporale rilevante ai fini della prova del possesso dei requisiti di capacità economica e finanziaria, tecnica e professionale, portandolo a quindici anni antecedenti rispetto al decennio previsto dal codice del 2016. Dal punto di vista delle procedure assume particolare interesse per le imprese la previsione di una «finestra» per potere fare ricorso all' affidamento di contratti di progettazione esecutiva e costruzione (appalti integrati): le amministrazioni, per progetti approvati entro fine dicembre 2020, potranno appaltare (fino alla fine del 2021) i lavori ponendo a base di gara il progetto definitivo; a tutela dei progettisti è stata inserita la disposizione che impone alle stazioni appaltanti di indicare le modalità per l' obbligo di indicare le modalità per il pagamento diretto del progettista di cui si avvale l' impresa negli appalti integrati.

Per gli affidamenti di lavori, forniture e servizi (a eccezione di quelli ad alta intensità di manodopera, dei servizi di ingegneria e architettura e quelli ad alto contenuto tecnologico o innovativo) di importo inferiore alla soglia europea (5,2 per lavori, 221 mila per servizi e forniture) l' affidamento sarà effettuato al prezzo più basso e solo con adeguata motivazione si ricorrerà al criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa. Le modifiche procedurali di interesse per le imprese riguardano anche la scelta di innalzare a 200 mila euro (da 150 mila euro) il tetto per gli affidamenti di lavori con procedura negoziata senza bando di gara e invito a tre offerenti. Oltre i 200 mila euro si affiderà invece direttamente con procedura aperta e con esclusione automatica delle offerte anomale (devono però essere almeno 10 offerte valide).

Rilevanti le modifiche in tema di subappalto: si innalza dal 30 al 50% dell' importo complessivo del contratto il tetto per ricorrere al subappalto e si rimette alla stazione appaltante l' indicazione del ricorso al subappalto nel bando di gara. Si sopprime la previsione (di cui alla lettera a) del comma 4 dell' articolo 105 vigente) per cui non può procedersi a subappalto qualora l' affidatario del subappalto abbia partecipato alla procedura per l' affidamento dell' appalto. Il decreto legge stabilisce inoltre che il subappaltatore, qualificato nella relativa categoria, deve essere altresì in possesso dei requisiti morali di cui all' articolo 80 del codice. Il provvedimento elimina inoltre la norma che subordinava la possibilità di subappalto a che il concorrente dimostri l' assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui all' articolo 80. Infine si abroga la disposizione (di cui al comma 6 dell' articolo 105) che prevedeva l' obbligatoria indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta, per appalti di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, o, indipendentemente dall' importo a base di gara, che riguardassero le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa.

A cura di Italia Oggi pag.13 del 06/05/2019 – autore ANDREA MASCOLINI


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