Il conflitto di interesse è anche per i commissari

Tipologia
Notizia
Data
19/04/2019

Le fattispecie di conflitto di interesse in materia di appalti si verificano anche in relazione alle figure professionali impegnate nell' esecuzione dei lavori; è sufficiente che vi sia anche solo potenzialmente un interesse privato contrastante con quello pubblico per potersi parlare di conflitto di interesse.

Lo ha affermato l' Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con la delibera n. 166 del 6 marzo 2019. Era accaduto che, nell' ambito di una gestione commissariale di un consorzio (in applicazione dell' art. 32, comma 1, dl 90/2014), un professore aveva svolto incarichi (direzione lavori, direzione dell' esecuzione e progettazione), a titolo gratuito, che avrebbero potuto determinare una sovrapposizione di ruoli e potenziali situazioni di conflitto di interesse, in capo all' amministratore straordinario. L' Anac ha preso atto che nelle proprie linee guida sull' applicazione dell' art. 32, non è stata affrontata la questione relativa all' applicazione della disciplina del conflitto di interessi, nell' ambito della gestione del contratto d' appalto da parte del predetto commissario straordinario. Occorre, quindi, fare riferimento all' articolo 42 del codice appalti da cui l' Anac deduce che per configurare un conflitto di interesse nel contesto di una procedura di gara o nella fase esecutiva dell' appalto, il personale della stazione appaltante o il prestatore di servizi che agisce per conto della stazione appaltante, deve avere direttamente o indirettamente un interesse finanziario, economico o altro interesse personale in relazione allo svolgimento della procedure di aggiudicazione o in relazione alla fase di esecuzione, che possa incidere sulla sua imparzialità ed indipendenza. In altre parole, ha detto l' Anac, l' interferenza tra la sfera istituzionale e quella personale del funzionario pubblico si ha quando le decisioni che richiedono imparzialità di giudizio siano adottate da un soggetto che abbia, anche solo potenzialmente, interessi privati in contrasto con l' interesse pubblico. Consegue, da quanto sopra, che affinché possa configurarsi un' ipotesi di conflitto di interesse in capo ad un amministratore straordinario nominato nell' ambito della procedura di cui all' art. 32, dl 90/2014, quest' ultimo deve avere, anche solo potenzialmente, un interesse personale in relazione all' esecuzione del contratto d' appalto per il quale è disposta la misura, per cui il suo ruolo non può essere svolto con l' imparzialità richiesta dalla norma. In concreto, l' Anac ha escluso che vi sia conflitto di interesse per gli incarichi di direzione dei lavori e di direttore dell' esecuzione perché l' amministratore prefettizio svolge un munus publicum (anche nell' interesse della stazione appaltante) e non opera, quindi, nell' interesse dell' impresa appaltatrice. Anche per l' affidamento della progettazione (in via d' urgenza) non vi sarebbe stato alcun conferimento di incarico né riconoscimento di compensi, ma il professionista avrebbe esclusivamente sottoscritto gli elaborati progettuali in via d' urgenza. Si tratta di un profilo che all' Anac non appare coerente con la disciplina di settore e richiederebbe in ipotesi che oltre alla firma apposta sui progetti dal predetto commissario, venisse acquisita altresì quella propria dei progettisti che hanno redatto gli elaborati progettuali. 

A cura di Italia Oggi pag.36 del 19/04/2019 – autore ANDREA MASCOLINI                


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