Rti, imprese mandanti non decidono sui lavori

Tipologia
Notizia
Data
12/04/2019

In assenza di specifica disciplina di gara che individui la prestazione principale di un appalto, è vietato ai concorrenti definire di propria iniziativa la scomposizione delle prestazioni; illegittimo ammettere un raggruppamento verticale di imprese (Rti) se non è individuabile con chiarezza quale sia la prestazione principale.

È quanto ha affermato il Consiglio di stato sezione quinta, con la pronuncia del 5 aprile 2019 n. 2243 per un caso in cui la lex specialis della gara non conteneva una specifica suddivisione delle prestazioni dedotte in contratto, non distinguendo in particolare tra prestazione principale e secondaria. Si poneva, quindi, il quesito se fosse legittimo che i concorrenti procedessero di propria iniziativa alla scomposizione delle prestazioni.

La sentenza propende per la soluzione negativa giustificando la scelta in ragione della disciplina legale della responsabilità delle imprese riunite in associazione temporanea (Rti). Nel previgente ordinamento (art. 37, dlgs 163/2006, ma oggi art. 48, commi 2 e 5, dlgs 50/2016), nei raggruppamenti verticali, le responsabilità dei concorrenti che si fanno carico delle parti secondarie del servizio è circoscritta all' esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza.

Ma se è così, hanno detto i giudici, non è possibile rimettere alla loro libera scelta l' individuazione delle prestazioni principali e di quelle secondarie (attraverso l' indicazione della parte del servizio di competenza di ciascuno) perché questo comporterebbe l' elusione della norma in materia di responsabilità solidale, prevista per la sola mandataria nei raggruppamenti verticali (dove la mandataria esegue la prestazione «principale») e per tutte nei raggruppamenti orizzontali (dove l' apporto di competenza è in capo a tutte le imprese raggruppate, pro quota).

Da ciò, hanno detto i giudici, deriva che la possibilità di ammettere a una gara un raggruppamento di tipo verticale è legittima solo laddove la stazione appaltante abbia preventivamente individuato negli atti di gara, con chiarezza, le prestazioni «principali» e quelle «secondarie», fattispecie che non ricorreva nel caso in esame.

A cura di Italia Oggi pag.41del 12/04/2019 – autoreANDREA MASCOLINI


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