Le centrali di committenza possono aspettare: per l'obbligo serve l'elenco delle stazioni appaltanti

Tipologia
Notizia
Data
10/04/2019

La violazione del principio di centralizzazione delle committenze non è sanzionabile con l' annullamento della procedura di gara fintanto che non sarà costituito l' apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate con l' approvazione del decreto previsto dall' articolo 38, comma 2, del Codice dei contratti, che dovrà definire i requisiti tecnico-organizzativi per l' iscrizione e le modalità attuative del sistema delle attestazioni di qualificazione. Lo afferma la sezione di Brescia del Tar Lombardia con la sentenza n. 266/2019 .

Il tema Un operatore aveva fatto ricorso per l' annullamento dell' aggiudicazione della concessione di un servizio effettuata all' esito di un avviso esplorativo per sollecitare manifestazioni di interesse alla partecipazione a una procedura negoziata. Tra i motivi di ricorso spicca il mancato utilizzo di una centrale di committenza o di un' aggregazione secondo l' articolo 37, comma 3, del Codice dei contratti, sul presupposto che, in relazione al valore della gara, il Comune dovrebbe essere considerato una stazione appaltante priva dei requisiti di qualificazione stabiliti dall' articolo 38 del Codice stesso. Il ricorrente ha inoltre chiesto l' accesso alla documentazione amministrativa e all' offerta tecnica ed economica dell' operatore aggiudicatario, a cui è stato dato in parte esito negativo a causa dell' opposizione manifestata da quest' ultimo circa l' offerta tecnica.

La qualificazione Sulla prima questione, posto che l' acquisizione centralizzata è obbligatoria per le stazioni appaltanti che non siano in possesso della necessaria qualificazione stabilita dall' articolo 38 del Codice, i giudici hanno detto che finché non sarà approvata la disciplina attuativa non vi sono i presupposti per formulare un giudizio di inadeguatezza della stazione appaltante. Di conseguenza, nel periodo transitorio ogni ente locale, previa iscrizione nell' anagrafe unica dell' Anac, può bandire e gestire come autonoma stazione appaltante tutte le procedure di gara a cui sia interessato, senza che questo possa mettere a rischio l' aggiudicazione.

Ma anche nei casi in cui l' aggregazione e la centralizzazione delle committenze è obbligatoria, ossia qualora la stazione appaltante sia un Comune non capoluogo di Provincia, secondo il Tar di Brescia la violazione «non è sanzionabile con l' annullamento dell' intera procedura di gara in mancanza di parametri precostituiti che consentano di misurare la sproporzione tra la complessità della procedura e le competenze tecniche della stazione appaltante». Parametri che potranno essere forniti solo dal decreto che individuerà i requisiti tecnico-organizzativi per l' iscrizione nell' elenco delle stazioni appaltanti qualificate.

L' accesso Circa la domanda di accesso alla documentazione tecnica, il Tar ricorda che l' inserimento di elementi originali o creativi all' interno del progetto di gestione non basta a qualificare l' offerta tecnica come atto contenente segreti tecnici o commerciali (articolo 53, comma 5, lettera a), del Codice). Né è sufficiente la menzione di particolari rapporti commerciali in grado di assicurare condizioni di gestione favorevoli e neppure l' elaborazione di innovative strategie di mercato. A maggior ragione non può essere invocata la segretezza quando, come nel caso in esame, la maggior parte dei criteri di assegnazione del punteggio riguarda la presenza di servizi aggiuntivi.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/04/2019 – autore AMEDEO DI FILIPPO


Loading...