Appalti e idoneità professionale, valutabili anche gli addebiti «non definitivi»

Tipologia
Notizia
Data
28/02/2019

La valutazione di inidoneità professionale, anche alla luce della novella legislativa del Dl 135 del 2018, deriva da un apprezzamento discrezionale della stazione appaltante, che non è necessariamente vincolata alla definitività degli addebiti relativi a pregressi inadempimenti contrattuali.

Lo stabilisce il Tar Campania - Napoli, Sezione IV con sentenza del 7 febbraio 2019 n. 675 . Il caso Nel caso di specie la stazione appaltante al fine di vagliare l' idoneità professionale dell' operatore economico concorrente ha preso in esame alcune risoluzioni contrattuali non ancora definite in sede giurisdizionale formando un giudizio sulla specifica rilevanze delle contestazioni rivolte all' impresa in sede risolutiva. La decisione La questione affrontata dal Giudice amministrativo si riferisce alla portata applicativa dell' articolo 80, comma 5 lettera c) del Dlgs n. 50/2016, la quale norma prevede che la stazione appaltante escluda l' operatore economico quando essa dimostri con mezzi adeguati che l' impresa si è resa colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. A proposito il Tar Campania spiega chetale previsione ha una portata molto più ampia rispetto a quella contenuta nell' articolo 38 del Dlgs n. 163/2006 in quanto, da un lato, non opera alcuna distinzione tra precedenti rapporti contrattuali con la medesima o con diversa stazione appaltante, dall' altro non fa riferimento solo alla negligenza o all' errore professionale, ma più in generale all' illecito professionale, che abbraccia molteplici fattispecie, anche diverse dall' errore o negligenza, e include condotte che intervengono non solo in fase di esecuzione contrattuale, ma anche in fase di gara. La fattispecie è stata poi novellata dal Dl 14 dicembre 2018, n. 135 che introduce distinte cause di esclusione, quali «c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l' operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità; c-bis) l' operatore economico abbia tentato di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate a fini di proprio vantaggio oppure abbia fornito, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull' esclusione, la selezione o l' aggiudicazione, ovvero abbia omesso le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione; c-ter) l' operatore economico abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell' esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili; su tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa». Per il Giudice amministrativo anche tale novella legislativa depone nel senso di ritenere che la valutazione di inidoneità professionale è un giudizio discrezionale della stazione appaltante, non vincolato alla definitività degli addebiti relativi a pregressi inadempimenti contrattuali. Tale lettura se per un verso chiarisce la connotazione del giudizio e la possibilità che lo stesso possa formarsi anche su addebiti non ancora scrutinati definitivamente in sede giurisdizionale, tuttavia non spiega quale è il novero delle informazioni che l' operatore economico deve sottoporre alla stazione appaltante per consentire alla stessa tale valutazione posto che a riguardo la norma non enuclea le fattispecie rilevanti. 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 28/02/2019 – autore GIOVANNI F. NICODEMO


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