Costo del personale sempre da giustificare anche se utilizzato in altri appalti

Tipologia
Notizia
Data
14/02/2019

L' appaltatore non può ridurre i costi del personale da utilizzare nell' appalto evidenziando che è utilizzato anche in altre commesse. Anche in questo caso l' impresa è comunque tenuta a fornire una adeguata dimostrazione, seppure pro quota, dei costi sostenuti in ogni singolo appalto.

In questo senso si è espresso il Tar Lombardia, Milano, sezione IV, con la sentenza n. 207/2019. La vicenda Il ricorrente ha censurato la legittimità dell' aggiudicazione dell' appalto di pulizia «delle sedi e delle navi della navigazione Lago Maggiore e di scarico a terra delle acque nere» avvenuta secondo la dinamica della procedura negoziata semplificata (articolo 36, comma 2, lettera b) del codice dei contratti).

Nel caso di specie ha posto al Collegio del capoluogo lombardo la questione della congruità dei costi del personale che l' aggiudicatario intendeva utilizzare nell' appalto da aggiudicare ma, contestualmente, anche impiegato in altre commesse. Nel ricorso è stato annotato che, pur essendo vero che la verifica della congruità dell' offerta non può trasformarsi in una sorta di «caccia all' errore» implicando, invece, una valutazione globale dell' affidabilità dell' offerta stessa, è altresì vero che comunque l' impresa è sempre tenuta a fornire «adeguate giustificazioni delle proprie voci di costo che, altrimenti, renderebbero l' offerta incongrua ed economicamente insostenibile».

Secondo la tesi "demolitoria" l' aggiudicataria non avrebbe fornito alcuna giustificazione dei costi di due figure professionali presenti nel proprio progetto tecnico offerto e, in particolare, delle figure del responsabile di servizio e del responsabile della qualità, inquadrati rispettivamente nel IV e nel VII livello del contratto collettivo multiservizi. Secondo l' aggiudicataria, e la stessa stazione appaltante, invece, l' omessa indicazione dei costi per i due soggetti suindicati doveva considerarsi comunque come non rilevante in quanto i soggetti offerti con la proposta tecnica risultavano incaricati di funzioni "di controllo e vigilanza non solo nell' appalto del cui affidamento si tratta ma anche in altre commesse e, pertanto, non destinatari in via esclusiva all' esecuzione del contratto in causa.

La sentenza Una simile tesi, si legge nella sentenza, non può trovare accoglimento «giacché a fronte dell' obbligo dell' aggiudicataria di impiegare tali figure professionali nell' attuale appalto, i costi relativi non possono che trovare giustificazione nell' appalto medesimo». Non è consentito infatti, basare e fondare la remunerazione dell' appaltatore in altri e differenti rapporti contrattuali. In altri termini, secondo la condivisibile riflessione espresse in giudizio, il costo del lavoro di figure professionali impiegate in una pluralità di appalti deve essere giustificato, seppure pro-quota, in ogni singolo appalto.

E questa conclusione, risulta ampiamente suffragata dalla giurisprudenza (Consiglio di Stato, sezione VI, n. 2754/2015 e Tar Lombardia, Milano, sezione IV, n. 1906/2017 e n. 1763/2017). Nello stesso senso anche la riflessione in tema di giustificazioni da fornire in caso di scostamento dei costi del personale rispetto ai valori indicati nelle tabelle ministeriali. Le tabelle non esprimono valori vincolanti ma ogni differenze (soprattutto al ribasso) esigono l' indicazione di adeguate giustificazioni.

Anche in questo caso l' appaltatore non può non fornire concrete e idonee prove al riguardo limitandosi a mere affermazioni di principio, quali - ad esempio - riferimenti a certificazioni Iso e/o alla organizzazione aziendale nel suo complesso. Questi riferimenti, eccessivamente generici «non possono costituire di per sé prova della congruenza dei costi esposti ma semmai, a tutto voler concedere, un indizio per la positiva valutazione dell' offerta, che deve però essere necessariamente accompagnato da concrete prove riferite al singolo appalto». Inoltre, eventuali giustificazioni che facessero riferimento a "soluzioni tecniche" peculiari e di "condizioni favorevoli", non possono ritenersi idonee ad assolvere l' onere motivazionale previsto, risolvendosi in mere dichiarazioni stereotipate rese fra l' altro a fronte di giustificazioni tutt' altro che analitiche e perspicue.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 14/02/2019 – autore STEFANO USAI


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