Appalti, in commissione di gara anche il direttore dell'esecuzione

Tipologia
Notizia
Data
11/02/2019

Il dipendente della stazione appaltante che ha l' incarico di direttore dell' esecuzione del contratto può essere nominato componente della commissione giudicatrice.

Il Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 819/2019 definisce un' interpretazione innovativa dei limiti dell' incompatibilità funzionale per i membri delle commissioni di gara nelle procedure con l' offerta economicamente più vantaggiosa, stabiliti dall' articolo 77, comma 4, del Dlgs 50/2016. La disposizione stabilisce che i commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun' altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. La precedente giurisprudenza amministrativa ha interpretato la previsione come preclusiva alla partecipazione alla commissione giudicatrice del soggetto destinato a svolgere il ruolo di direttore dell' esecuzione del contratto negli appalti di servizi e di forniture. Il Consiglio di Stato ha preso in esame un caso, nel quale il funzionario designato quale direttore dell' esecuzione del contratto era stato nominato nel collegio di valutazione delle offerte, assumendo a riferimento la lettura più restrittiva dell' articolo 77, comma 4 del codice dei contratti pubblici, riferita anche alla figura del direttore esecutivo. Nella loro analisi, i giudici amministrativi rilevano che il direttore esecutivo del contratto esplica le proprie funzioni essenzialmente nella fase esecutiva dell' appalto, per cui la disposizione contenuta nell' articolo 77, comma 4 potrebbe al più comportare la preclusione al conferimento dell' incarico di direttore dell' esecuzione in capo a chi abbia fatto parte della commissione di gara. La previsione normativa non può, però, comportare la preclusione ad assumere le funzioni di commissario da parte di chi svolgerà solo in una fase successiva le funzioni di direttore esecutivo. Il Consiglio di Stato ha evidenziato come non emerga infatti alcuna ragione sistematica per riferire la ragione di incompatibilità a un incarico anteriore nel tempo in ragione delle preclusioni che - quand' anche sussistenti - deriveranno solo dall' assunzione di un incarico posteriore. La sentenza, pertanto, delinea una distinzione tra gli incarichi che riguardano il processo di gestione della gara e quelli successivi, non connotando l' attribuzione di incarichi per questi ultimi come elemento ostativo per la nomina nella commissione giudicatrice, correlandosi alle proprie precedenti pronunzie che ritengono sussistere l' incompatibilità funzionale solo per i soggetti che intervengono nella definizione degli elementi decisivi per l' appalto (capitolato e sistema criteriale, soprattutto), pertanto incidenti sui processi valutativi delle offerte.

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 11/02/2019 - autore ALBERTO BARBIERO


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