Sì al soccorso istruttorio in caso di firma incompleta dell'offerta

Tipologia
Notizia
Data
29/01/2019

Secondo il Tar Sardegna, Cagliari, sezione I, sentenza n. 34/2019 , il difetto parziale della sottoscrizione delle offerte (firma di un unico rappresentante invece dei due legittimati) integra una «mera incompletezza» e non un vizio tale da determinare l' esclusione del concorrente. In queste fattispecie, il responsabile uncio del procedimento deve consentire l' integrazione all' appaltatore interessato.

I motivi del ricorso nel caso trattato dal giudice sardo viene in considerazione una importante ipotesi di soccorso istruttorio ammesso in relazione a un difetto (parziale) della sottoscrizione dell' offerta tecnica e dell' offerta economica. In relazione all' appalto di un servizio di supporto sportello unico associato per attività produttive e per l' edilizia (Suape), con importo a base d' asta di 220.700 euro, l' appaltatore che poi si è aggiudicato la gara aveva presentato le proprie offerte tecnica ed economica sottoscritte invece che dai due amministratori da uno solo di questi, benché lo statuto consentisse di compiere disgiuntamente solo le operazioni di importo inferiore a 5.000 euro.

Il vizio, a detta del ricorrente, avrebbe dovuto determinare l' esclusione dell' offerente non ritenendosi ammissibile neppure la sanatoria "postuma" mediante soccorso istruttorio in quanto relativo a un elemento - non già meramente formale, bensì - essenziale dell' offerta. Considerato inoltre che lo stesso disciplinare di gara si limitava a richiamare il comma 9 dell' articolo 83 del codice, con esclusione della possibilità di utilizzare il soccorso istruttorio per le irregolarità dell' offerta economica e tecnica.

La sentenza Le censure del ricorrente non sono state condivise dal giudice il quale, alla luce dei principi che caratterizzano il procedimento amministrativo di selezione pubblica, ha sottolineato che un difetto parziale di sottoscrizione deve essere considerato diversamente rispetto a una situazione di totale carenza della sottoscrizione e in questo senso «deve considerarsi suscettibile di sanatoria mediante soccorso istruttorio e, come tale, non costituisce causa di immediata esclusione del concorrente interessato». Nel caso di specie, è di ausilio proprio l' articolo 83, comma 9 del codice dei contratti che, pur affermando la generale impossibilità di apportare integrazioni alle offerte tecnico/economiche, ammette d' altra parte la possibilità di correggere anche le «irregolarità essenziali non sanabili» solamente se non ci siano dubbi sulla «individuazione del contenuto» o sul «soggetto responsabile della stesse».

La fattispecie concreta, pertanto, non è risultata riconducibile al concetto di vizio dell' offerta e, d' altra parte, risultava facilmente individuabile il soggetto responsabile delle offerte. Alla luce di quanto, il soccorso istruttorio integrativo in questi casi deve ritenersi ammesso e in questo senso appare orientata anche la recente giurisprudenza. Secondo l' orientamento consolidato, infatti, l' offerta recante la sottoscrizione di uno solo degli amministratori deve essere correttamente inquadrata - «non già tra le ipotesi di omessa sottoscrizione in senso proprio, bensì- nella meno grave fattispecie di non corretta spendita del potere rappresentativo».

Fattispecie, quest' ultima, che «opera sul piano della efficacia e non su quello della validità (così Consiglio di Stato, Sez. III, 5 marzo 2018, n. 1338)». In sostanza, e ciò costituisce un prezioso suggerimento per i Rup, la sottoscrizione parziale rappresenta piuttosto una «mera incompletezza» e non preclude la riconoscibilità della provenienza dell' offerta non comportando «un' incertezza assoluta sulla stessa () il che induce a ritenere il vizio sanabile mediante il soccorso istruttorio e non idoneo a cagionare l' immediata ed automatica estromissione dalla procedura selettiva (così T.A.R. Firenze, Sez. I, 31 marzo 2017, n. 496)».

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 29/01/2019 - autore STEFANO USAI


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