No all'accesso civico generalizzato in materia di appalti

Tipologia
Notizia
Data
22/01/2019

L' accesso civico generalizzato non trova applicazione con riferimento agli «atti di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici». Tanto è stato stabilito dalla Sezione II del Tar Lazio, Roma, con la sentenza n. 425 pronunciata lo scorso 14 gennaio 2019.

Per il Giudice amministrativo romano, infatti, ai sensi dell' articolo 5- bis , comma 3, del Dlgs n. 33 del 2013 l' accesso civico generalizzato è escluso, tra l' altro, nei casi «in cui l' accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all' articolo 24, comma 1, della legge n. 241 del 1990».
Ad avviso del Tar Lazio, dunque, nel combinato disposto tra l' articolo 53, comma 1 del Codice degli appalti e l' articolo 5-bis, comma 3, del Dlgs n. 33 del 2013, riposa il divieto di accesso generalizzato in questo specifico ambito disciplinare e ciò perché, ai sensi della richiamata norma contenuta del Codice degli appalti, «il diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le offerte, è disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241».
I fatti di causa Nell' ambito di una gara il secondo classificato, con una specifica istanza di accesso, chiedeva di prendere visione ed estrarre copia degli atti di subaffidamento e/o subappalto richiesti e autorizzati all' aggiudicatario. La stazione appaltante negava l' accesso alla documentazione richiesta così motivando: «Si fa presente che, con riferimento a quanto richiesto nel punto c) della Vostra istanza di accesso agli atti, non si ravvisano i presupposti previsti dall' articolo 22 comma 1 lett. b), della legge 241/1990 nonché dall' articolo 2 del Dpr n. 184 del 2006. Segnatamente, non si è riscontrata in capo all' istante - in relazione agli atti di subaffidamento e subappalto - la presenza dell''interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l' accesso', che costituisce presupposto giuridico necessario per l' accesso agli atti». Avverso il diniego di accesso l' impresa istante proponeva ricorso innanzi al Tar del Lazio che, con la sentenza oggetto del presente commento, lo rigettava.
La posizione del Tar Lazio Per il Giudice amministrativo romano l' accesso agli atti concernenti le gare d' appalto e l' esecuzione dei contratti pubblici è oggetto di una disciplina ad hoc, costituita dalle apposite disposizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici e, ove non derogate, da quelle in tema di accesso ordinario recate dalla legge n. 241 del 1990. In tale ambito non trova perciò applicazione l' istituto dell' accesso civico generalizzato, stante la clausola di esclusione contenuta nell' articolo 5- bis , comma 3, del Dlgs n. 33/2013.
Ad avviso del Tar Lazio, l' esclusione dell' applicazione dell' accesso generalizzato alla materia degli appalti manifesta una propria e ben precisa ratio , tenuto conto della circostanza che la disciplina dell' affidamento e dell' esecuzione dei contratti pubblici costituisce un complesso normativo chiuso, in quanto espressione di precise direttive europee volte alla massima tutela del principio di concorrenza e trasparenza negli affidamenti pubblici, che dunque attrae a sé anche la regolamentazione dell' accesso agli atti connessi alle specifiche procedure espletate. La scelta del legislatore è, perciò, giustificata dalla considerazione che si tratta pur sempre di documentazione che, da un lato, subisce un forte e penetrante controllo pubblicistico da parte di soggetti istituzionalmente preposti alla specifica vigilanza di settore (Anac), e, dall' altro, coinvolge interessi privati di natura economica e imprenditoriale di per sé sensibili (e quindi astrattamente riconducibili alla causa di esclusione di cui al comma 2, lett. c), dell' articolo 5- bis del Dlgs n. 33 del 2013), specie quando tali interessi, dopo l' aggiudicazione, vanno a porsi su di un piano pari ordinato - assumendo la connotazione di veri e propri diritti soggettivi - rispetto a quelli della stazione committente.

 

A cura Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 22/01/2019


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