Subappalto necessario, nell'offerta non serve l'indicazione del subappaltatore

Tipologia
Notizia
Data
16/01/2019

Non è necessaria, in sede di offerta, l' indicazione del nominativo del subappaltatore nemmeno nel caso in cui il subappalto sia relativo a opere o servizi per i quali l' impresa subappaltante non possieda in proprio i requisiti di partecipazione e, proprio perché il subappalto è il mezzo per ovviare alla carenza dei requisiti, assume ancora maggior valenza l' indicazione specifica delle opere o servizi che si intendono subappaltare, pena l' incompletezza dell' offerta, che non specificherebbe in quale modo verrebbe eseguita la parte per la quale l' azienda offerente è carente dei requisiti.

È quanto afferma il Tar Lazio, Sez. I-bis con la sentenza 7 gennaio 2019 n. 146 .
L' approfondimento Il Tar del Lazio è intervenuto sulla eventuale necessità di indicare le parti dell' opera che si intendono subappaltare nel caso di subappalto necessario, ritenendo non necessaria l' indicazione del nominativo del subappaltatore.
La decisione Nel rigettare il ricorso avvero il provvedimento di esclusione, il Collegio ha avuto modo di rilevare come l' istituto del subappalto necessario ricorra nel caso in cui l' impresa sia priva di un requisito di qualificazione e intenda supplire a tale carenza avvalendosi di un' altra impresa non solo ai fini dell' esecuzione, bensì ai fini della stessa qualificazione per l' ammissione alla gara. Per il Collegio, infatti, ai sensi dell' articolo 105, comma 4, del Dlgs 18 aprile 2016, n. 50, i soggetti affidatari dei contratti possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i servizi o le forniture compresi nel contratto, previa autorizzazione della stazione appaltante purché all' atto dell' offerta siano stati indicati i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che si intende subappaltare.
Ciò premesso, il Collegio ha altresì fatto chiarezza sulla nota questione, sorta nella vigenza del vecchio Codice degli appalti (articolo 118 del Dlgs n. 163/2006), inerente alla eventuale necessità di indicare in sede di offerta, oltre alle opere o servizi da subappaltare, anche il nominativo dei subappaltatori anche al fine di permettere alla stazione appaltante le necessarie verifiche. Sul punto, richiamando l' Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, 2 novembre 2015, n. 9, il Collegio ha rilevato che neanche nell' ipotesi di subappalto necessario sia obbligatoria, già in sede di presentazione dell' offerta, l' indicazione del nominativo del subappaltatore e, pertanto, ha ritenuto che, anche in vigenza del nuovo Codice degli appalti, resti ferma la conclusione dell' indicata Adunanza plenaria che non sia necessaria, in sede di offerta, l' indicazione del nominativo del subappaltatore nemmeno nel caso in cui il subappalto sia relativo a opere o servizi per i quali l' impresa subappaltante non possieda in proprio i requisiti di partecipazione. In ogni caso, tuttavia, proprio perché il subappalto è il mezzo per ovviare alla carenza dei requisiti, assume ancora maggior valenza l' indicazione specifica delle opere o servizi che si intendono subappaltare, pena l' incompletezza dell' offerta, che non specificherebbe in quale modo verrebbe eseguita la parte per la quale l' azienda offerente è carente dei requisiti.
Conclusioni Alla luce di queste premesse, ne deriva che, non avendo nel caso di specie indicato le opere e i servizi da subappaltare, non si possa far ricorso all' istituto del soccorso istruttorio ex articolo 83, comma 9, del Dlgs 18 aprile 2016, n. 50, perché, in quel modo, si consentirebbe all' impresa non di sanare un vizio formale ma sostanzialmente di modificare l' offerta, integrandola con la previsione di un subappalto necessario (indispensabile per il possesso dei requisiti di gara), inizialmente non previsto.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 16/01/2019 - autore GUIDO BEFANI


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