Contratti, ammessi i mini-scostamenti

Tipologia
Notizia
Data
14/01/2019

Non è ammessa la rinegoziabilità dei contratti della p.a., ma possono al massimo essere ammessi piccoli scostamenti rispetto al prezzo convenuto.

Lo ha sancito il Tar Toscana, Sez. III, con la sentenza del 29 dicembre 2018 n. 1696. Una società di assicurazioni si era aggiudicata la gara indetta dalla Regione Toscana per l' affidamento del servizio di brokeraggio a favore di tutte le amministrazioni presenti sul territorio regionale, comprese le aziende sanitarie e ospedaliere, le quali avevano la facoltà di aderirvi. La società vincitrice aveva, poi, ripetutamente segnalato la possibilità per tutte le aziende sanitarie di aderire a questa nuova convenzione, usufruendo di condizioni vantaggiose e di un cospicuo risparmio rispetto al contratto in essere con un' altra compagnia assicurativa, che sarebbe scaduto a breve. Tuttavia le sollecitazioni non avevano avuto alcun seguito ma, anzi, veniva comunicata la scelta di procedere al rinnovo del precedente contratto. La società aggiudicataria aveva così impugnato tale decisione, dal momento che il rinnovo era illegittimo perché disposto all' esito di una vera e propria rinegoziazione delle condizioni contrattuali in modo da renderle di fatto sovrapponibili a quelle, molto più convenienti, previste dalla convenzione regionale. Il Tar ha accolto il ricorso. Dalla documentazione prodotta dalle parti è pacifico che al rinnovo contrattuale, contestato dalla società ricorrente, le aziende sanitarie sono giunte solo dopo aver rinegoziato le originarie condizioni economiche dell' affidamento, ottenendo il duplice impegno del broker a garantire una diminuzione dei premi assicurativi sulle polizze in corso e sui relativi rinnovi e, per il futuro, a praticare sulle nuove polizze provvigioni equivalenti a quelle previste dalla convenzione regionale. Non vi è dubbio che si sia trattato, come correttamente sostenuto dalla società ricorrente, di un affidamento diretto, scelta illegittima e non consentita: le aziende ospedaliere avrebbero potuto, semmai, rinnovare il contratto alle stesse condizioni originariamente pattuite. I giudici amministrativi rilevano come, in linea generale, deve ritenersi non ammessa la rinegoziabilità di contratti aggiudicati all' esito di procedure aperte, perché in violazione del principio concorrenziale. L' unica ipotesi ammessa è quella di contratti nei quali vengono concordati con l' aggiudicatario degli scostamenti rispetto al prezzo offerto in gara, tali da non dare luogo a un affidamento nuovo e diverso.

 

A cura di Italia Oggi Sette del 14/01/2019 pag. V - autore V


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