Commissari di gara, slitta l'Albo

Tipologia
Notizia
Data
10/01/2019

Slitta di tre mesi, al prossimo 15 aprile, l' obbligo di utilizzare esperti indipendenti sorteggiati all' interno dell' albo gestito dall' Anac per aggiudicare gli appalti pubblici, come previsto dal codice dei contratti in vigore dal 2016.

Codice che il Governo si appresta peraltro a riformare, intervenendo sul decreto Semplificazioni all' esame del Senato. Toppo pochi gli esperti iscritti all' albo, aperto dal 10 settembre, per garantire la funzionalità del sistema senza rischiare pesanti contraccolpi su un mercato degli appalti che già sconta gli effetti di un crisi pluriennale, soprattutto nelle costruzioni. «Ci aspettavamo di dover far fronte a un' alluvione di richieste - commenta senza nascondere la sorpresa il presidente dell' Anticorruzione Raffaele Cantone - ma evidentemente ha pesato di più l' incertezza legata al fatto che molte novità possano venire messe in discussione». Nessuna «alluvione» Di certo l' alluvione non c' è stata. E ieri l' Autorità ha dovuto prendere atto che non era il caso di far partire l' albo senza la garanzia di poter mettere a disposizione delle stazioni appaltanti un numero di commissari sufficiente a far fronte alle gare. Al momento nell' albo risultano 2.179 esperti iscritti. Di questi, inoltre, 1.040 sono dipendenti di Pa che intendono partecipare solo a commissioni interne, dunque non disponibili a ottenere incarichi in qualità di "indipendenti". Per Cantone ad aver ridotto l' appeal dell' albo «su cui avevamo registrato un forte interesse all' indomani del nuovo codice» è stata proprio l' incertezza sul mantenimento dell' attuale assetto normativo. Per iscriversi all' albo è necessario versare una tassa annuale di 168 euro, oltre a stipulare una copertura assicurativa. Anche se non si tratta di cifre particolarmente onerose, di fronte alla percezione del rischio di un passo indietro normativo, questo fattore può aver esercitato il suo peso. Oltre alla penuria di iscrizioni, sulla scelta di far slittare l' avvio dell' albo al 15 aprile ha giocato anche il fatto che allo stato le norme non consentono alle Pa di «nominare commissari con modalità diverse» in caso di «carenza di esperti». Su questo punto specifico, l' Anac, invierà una segnalazione a Governo e Parlamento chiedendo di intervenire sul codice permettendo,in questo caso, alle Pa di andare avanti con commissari interni. «Mantenendo però un minimo di trasparenza», conclude l' ex magistrato.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/01/2019


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