Lavori di manutenzione, niente affidamenti diretti

Tipologia
Notizia
Data
21/12/2018

Illegittimo l' uso improprio della somma urgenza per affidare in via diretta lavori alla stessa impresa; per interventi di mera manutenzione si deve ricorrere alla usuali procedure ad evidenza pubblica.

Lo ha affermato l' Anac con la delibera n. 1079 del 21/11/2018 relativamente ad alcune procedure di affidamento di lavori di cosiddetta somma urgenza ex art. 176, dpr 207/2010 espletate dall' Azienda sanitaria locale Napoli 1 centro nel 2016. Nella sostanza, era stato segnalato che una impresa, pur non essendo in possesso dell' attestato di qualificazione per l' esecuzione di lavori pubblici, fosse risultata ugualmente affidataria di tre interventi al di sopra della soglia consentita dei 150 mila euro e, inoltre, che quattro procedure fossero state assegnate per affidamento diretto utilizzando il procedimento previsto dall' art. 176 del dpr n. 207 del 2010 e indicando circostanze straordinarie ed eccezionali di somma urgenza. Nel complesso si trattava di sette affidamenti per oltre un milione e mezzo di euro a rischio illegittimità, affidati quando la normativa di riferimento vigente all' epoca degli affidamenti sopra indicati era costituita dal dlgs 163/2006, unitamente al dpr. 207/2010. L' Anac, a seguito delle segnalazioni, procede quindi allo svolgimento di indagini per ognuno dei singoli affidamenti rilevando un utilizzo eccessivo della somma urgenza strumentale all' affidamento alla stessa ditta di lavori senza alcun confronto concorrenziale, pur trattandosi di interventi banali di manutenzione di immobili. La delibera ha chiarito che «l' intervento di estrema urgenza deve, per sua natura, riguardare l' intervento di messa in sicurezza del bene immobile oggetto di intervento al fine di evitare rischi e deve, dunque, consistere nell' eliminazione dell' imminente pregiudizio, e non può, invece, coinvolgere l' esecuzione di interventi ordinariamente volti a eliminare il degrado dello stesso che, in quanto implicanti interventi di mera manutenzione, non potranno che essere affidati con le usuali procedure ad evidenza pubblica». Risulta, in particolare, illegittimo far ricorso alle procedure di somma urgenza «nel caso in cui l' urgenza stessa sia sopravvenuta a causa del comportamento colpevole dell' amministrazione, la quale, pur potendo prevedere l' evento, non ne abbia tuttavia tenuto conto al fine di valutare i tempi tecnici necessari alla realizzazione del proprio intervento». Inoltre, occorre anche guardare alla natura degli interventi perché l' intervento di estrema urgenza deve, «per sua natura, riguardare l' intervento di messa in sicurezza del bene immobile oggetto di intervento al fine di evitare rischi e deve, dunque, consistere nell' eliminazione dell' imminente pregiudizio, e non può, invece, coinvolgere l' esecuzione di interventi ordinariamente volti ad eliminare il degrado dello stesso che, in quanto implicanti interventi di mera manutenzione, non potranno che essere affidati con le usuali procedure ad evidenza pubblica». Da qui la trasmissione degli atti alla procura e alla corte dei conti per l' accertamento delle responsabilità.

 

A cura di Italia Oggi del 21/12/2018 pag. 42 


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