Forniture, per il bene predeterminato sì al prezzo più basso

Tipologia
Notizia
Data
21/12/2018

Più qualità o prezzo minore: questa è la scelta che si pone quotidianamente alla pubblica amministrazione, nelle gare per forniture.

Sul tema si è espresso il Consiglio di Stato, con sentenza del 18 dicembre n. 7131, relativa alla fornitura di ossigeno ad una Ausl: la decisione è favorevole al criterio del prezzo più basso, perché il mercato presentava una diffusa presenza di operatori in grado di offrire in condizioni analoghe il prodotto richiesto. L' amministrazione può, infatti, scegliere (articolo 95 Dlgs 50/2016), tra i criteri dell' offerta economicamente più vantaggiosa (valorizzando la qualità) e quello del minor prezzo, tenendo presente natura, oggetto e caratteristiche del contratto; con il criterio del «minor prezzo», assume rilievo la sola componente monetaria, e ciò è possibile se il contratto ha connotati di ordinarietà, è privo di particolare valore tecnologico, vi siano procedure largamente standardizzate e diffusa presenza di operatori. Su queste premesse, se la stazione appaltante è in grado di predeterminare in modo preciso l' oggetto del contratto, non vi è interesse a valorizzare gli aspetti qualitativi dell' offerta, perché l' esecuzione del contratto secondo i mezzi, le modalità ed i tempi previsti dal capitolato è già in grado di soddisfare nel modo migliore le esigenze dell' amministrazione. In conseguenza, l' elemento «prezzo» può essere l' unico criterio di aggiudicazione. Al contrario, il criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa prevale quando le caratteristiche oggettive dell' appalto fanno ritenere rilevanti, ai fini dell' aggiudicazione, uno o più aspetti qualitativi. In questo caso va preferita l' offerta che presenti il miglior rapporto qualità/prezzo, valutando se uno o più degli aspetti qualitativi dell' offerta concorrano, insieme al prezzo, all' individuazione della soluzione più idonea. Nel caso deciso dai giudici amministrativi, si discuteva della sola fornitura di ossigeno gassoso, insieme ad altri servizi correlati (ad esempio, per la qualità e la sicurezza del gas), che attenevano comunque a controlli previsti per legge (Dlgs n. 219 del 2006). L' ossigeno infatti doveva possedere determinate caratteristiche ed il bando conteneva un precisa individuazione del complesso delle prestazioni e della concreta organizzazione del lavoro, sicché l' unico elemento concorrenziale tra le offerte rimaneva il prezzo. Lo stesso criterio è stato utilizzato in altri casi, come quando si è aggiudicato, al prezzo più basso, un servizio antincendi (con azioni e procedure specificate e ripetitive: Consiglio di Stato, 1609 / 2018); o nella scelta tra due vaccini con pari efficienza (Tar Torino 495 / 2017), nella fornitura di caricabatterie da tavolo (Tar Lazio 10074 / 2017). Più incerti sono, invece, gli orientamenti sulle riparazioni di veicoli: il Tar di Genova (908/2018) valorizza la qualità, mentre il Tar Parma (255 / 2018) condivide il criterio che si basa sulla prezzo minore, per una gara di riparazioni meccaniche ai mezzi dei carabinieri.

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 21/12/2018 - autore Guglielmo Saporito


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