Contratti pubblici, il portale unico degli appalti muoverà i primi passi nel 2019

Tipologia
Notizia
Data
03/12/2018

Il portale unico nazionale per dare pubblicità alle procedure di gara e di programmazione sarà creato nei primi mesi del 2019 dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti insieme alle Regioni. Il portale sarà lo strumento per coordinare l' interazione tra la piattaforma Spc (Servizio contratti pubblici) e i sistemi informatizzati regionali, come del resto prevede il Codice dei contratti pubblici.

Gli obiettivi sono chiari: semplificare il lavoro delle amministrazioni rispetto ai propri obblighi informativi; rendere più agevole l' ccesso ai dati relativi a bandi, avvisi ed risultati di gara e alla programmazione delle stazioni appaltanti attraverso la consultazione di un' unica piattaforma a livello nazionale; migliorare gli strumenti di analisi utili sia a elaborare politiche sugli investimenti pubblici coerenti con le esigenze reali dei territori, sia a valutare l' efficacia delle decisioni (politiche) prese sugli appalti su diversi piani. È il primo esempio di «cooperazione applicativa» tra amministrazioni - questa la definizione che i protagonisti hanno voluto dare della loro collaborazione - che si pone come modello anche per altri soggetti pubblici.
Grazie a ITACA (l' Istituto per l' innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), la direzione generale per la Regolazione e i contratti pubblici del Mit ha concluso di recente l' innovazione tecnologica della piattaforma Scp, ora adeguata alle nuove norme attative del codice dei contratti.
Gli obblighi informativi Gli obblighi derivati dall' applicazione del nuovo Codice dei contratti riguardano: - pubblicità di avvisi, bandi ed esiti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (articoli 29 e 73 del Codice e Dm Infrastrutture 2 dicembre 2016); - pubblicità dei programmi biennali di acquisti di beni e servizi e dei programmi triennali dei lavori pubblici, nonché dei relativi aggiornamenti annuali (articolo 21 del Codice e Dm Infrastrutture-Economia 16 gennaio 2018 n. 14); - pubblicazione degli atti elencati dall' articolo 29, comma 1, del Codice dei contratti (sono tanti e diversi: dagli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere, servizi e forniture, alle procedure per l' affidamento di appalti, ai concorsi di progettazione o di idee o concessioni, fino alle informazioni sui curricula dei componenti delle commissioni giudicatrici); - rilevazione e pubblicazione dell' elenco anagrafe delle opere incompiute (Dm Infrastrutture 13 marzo 2013 n. 42 ). Itaca L' Istituto per l' innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale è nato - con altra denominazione - nel 1996 con l' obiettivo di attivare azioni e iniziative per coordinare il sistema regionale e provinciale con le amministrazioni centrali e gli enti locali.
È organo tecnico sia della Conferenza delle Regioni, sia dell' Osservatorio dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e opera attraverso comitati e gruppi di lavoro cui partecipano anche rappresentanti delle amministrazioni statali e locali, nonché delle associazioni di categoria. Gli scopi statutari sono: - sviluppo e promozione della trasparenza nelle diverse fasi del ciclo degli appalti e delle concessioni pubbliche, anche attraverso la realizzazione di sistemi informativi per la raccolta e diffusione in tempo reale di tutte le informazioni attinenti; - definizione e sviluppo di procedure qualificate per la gestione e/o l' affidamento di appalti tramite l' introduzione di sistemi qualità nelle procedure amministrative ispirati ai principi della normativa UNI EN ISO; - promozione e diffusione delle buone pratiche nei servizi, forniture e lavori pubblici per la qualità urbana e sostenibilità ambientale.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 03/11/2018 - autore ALESSANDRO VITIELLO


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