Corretto l'affidamento diretto senza avviso pubblico ma con la sola consultazione informale

Tipologia
Notizia
Data
23/11/2018

L' Anac, con il parere n. 899/2018 , si è espressa sulla corretta dinamica dell' affidamento diretto per appalti di importo inferiore a 40mila euro (articolo 36, comma 2, lettera a) del codice dei contratti).

Secondo l' autorità anticorruzione, il responsabile unico può procedere con l' affidamento diretto senza alcuna necessità di pubblicare un avviso pubblico e di attivare una formale procedura negoziata ma, semplicemente, consultando - in modo informale - più appaltatori. La richiesta Un appaltatore si è rivolto all' Authority per ottenere - in sede di precontenzioso - un parere circa la correttezza dell' operato della stazione appaltante e, in particolare, sul rispetto delle regole che presiedono l' affidamento diretto nell' ambito dei 40mila euro. Nel caso di specie, il Rup - secondo il richiedente - non avrebbe consultato un elenco «di operatori accreditati, né svolto un' indagine di mercato previa pubblicazione di avviso pubblico». Inoltre, ulteriore aspetto "critico" secondo l' istante è che l' aggiudicazione sia stata disposta solo sulla base della valutazione del ribasso senza tener conto di aspetti qualitativi (come le migliorie sull' offerta richiesta dalla stazione appaltante). Il riscontro Nella disamina, sentito il Comune interessato, l' Anac chiarisce, in primo luogo, la correttezza del procedimento condotto fuori dal mercato elettronico di Consip (Mepa) «data l' irreperibilità del servizio richiesto tra le categorie merceologiche». Sul punto, nel parere si rammenta che pur nell' obbligo della pubblica amministrazione, «ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300» di ricorrere al mercato elettronico, previsto dall' articolo 1, comma 450 della legge 296/2006, in casi in cui, oggettivamente, il bene/servizio non risulti disponibile, è legittimo che l' acquirente "pubblico" proceda «in economia al di fuori del mercato elettronico». In relazione, quindi, al procedimento di affidamento diretto, nel documento si sottolinea che, anche per effetto della modifica del codice - intervenuta con il decreto legislativo correttivo 56/2017 -, l' assegnazione dell' appalto può ora prescindere dal confronto competitivo tra imprese. Nell' ambito dei 40mila euro, pertanto, il Rup può strutturare il procedimento di affidamento con assegnazione diretta dell' appalto anche senza avviare e svolgere un' indagine di mercato vera e propria ma, per semplificare, limitandosi a consultare più operatori. Nel caso di specie, la stazione appaltante può anche procedere adottando una determina a contrattare (in realtà di impegno di spesa) «che contenga, in modo semplificato, l' oggetto dell' affidamento, l' importo, il fornitore, le ragioni della scelta del fornitore, il possesso da parte sua dei requisiti di carattere generale, nonché il possesso dei requisiti tecnico-professionali, ove richiesti (art. 32, comma 2 e art. 36, comma 2, lettera a) d.lgs. n. 50/2016)». Risulta conforme alle disposizioni del codice, conclude l' Anac, anche il fatto che l' affidamento sia avvenuto sulla base del dato economico, senza considerare aspetti qualitativi delle offerte "informali", considerato che nei limiti dei 40mila euro il Rup è legittimato ad aggiudicare - sempre in modo motivato - utilizzando il solo criterio del minor prezzo (in questo senso, dispone il comma 4 dell' articolo 95).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 23/11/2018 - autore STEFANO USAI


Loading...