Illegittima la giustificazione dell'appaltatore che «comprime» gli oneri per la sicurezza aziendale

Tipologia
Notizia
Data
15/11/2018

Anche se la verifica dell' anomalia è facoltativa, in quanto l' offerta non è «certificata» come potenzialmente anomala (articolo 97, comma 6 del codice dei contratti), il responsabile unico del procedimento deve attentamente vagliare le giustificazioni prodotte dall' appaltatore soprattutto quando queste risultano fondate su voci di costo obbligatorie come gli oneri per la sicurezza aziendale. Questo è quanto afferma il Tar Lombardia con la sentenza n. 2281/2018 .

La censura Il responsabile unico del procedimento ha ritenuto congrue le giustificazioni sull' offerta presentata dall' aggiudicataria che, in fase di verifica «facoltativa» attivata dalla stazione appaltante, ha rimodulato alcune voci del quadro di spesa e in particolare, in modo consistente, l' importo relativo agli oneri per la sicurezza aziendale. Contro questa decisione ha presentato ricorso la seconda classificata sostenendo che la «manipolazione» degli oneri di sicurezza aziendali previsti dall' articolo 95 comma 10 del codice dei contratti pubblici, quanto meno, non poteva essere accettata acriticamente dal Rup che avrebbe dovuto effettuare ulteriori verifiche.
In effetti, l' impresa aggiudicataria nell' offerta originale aveva indicato che i costi per la sicurezza aziendale erano di «6.600 euro per due anni (quindi 3.300 euro all' anno)» mentre con le giustificazioni presentate, dopo l' attivazione della verifica sulla congruità della proposta economica presentata, aveva drasticamente ridotto questa voce di circa un terzo. Questa diminuzione configura, «a detta dell' esponente, una illegittima modifica dell' offerta economica, con conseguente illegittimità della determinazione dell' amministrazione che ha reputato congrue le giustificazioni dell' anomalia presentate dall' aggiudicataria».
La sentenza Il Tribunale ha ritenuto fondato il ricorso anche sulla scorta dell' orientamento giurisprudenziale, già fatto proprio con le sentenze n. 1855/2018 e n. 1870/2018 , secondo il quale l' indicazione degli oneri di sicurezza, prevista dall' articolo 95 comma 10, costituisce «elemento indefettibile dell' offerta, la cui omissione ne determina l' incompletezza non sanabile attraverso il soccorso istruttorio», posto ancora che «la disposizione configura un ineludibile obbligo legale».
La drastica riduzione dell' importo degli oneri di sicurezza aziendali, così come effettuata in sede di giustificazioni (riduzione di circa un terzo), «non appare ammissibile, considerato anche che, a fronte di questa evidente modifica dell' offerta economica, il responsabile unico del procedimento (Rup) non ha sollevato alcuna obiezione né ha chiesto neppure spiegazioni, limitandosi invece ad affermare laconicamente» che l' aggiudicatario ha dimostrato l' attendibilità della propria offerta economica. Questo comportamento «acritico» non può ritenersi fondato sulla discrezionalità tecnica di cui gode la stazione appaltante in sede di verifica dell' anomalia «facoltativa».
Questo richiamo, compresa la correlata giurisprudenza, rileva il giudice «non appare pertinente, né assume rilevanza il fatto» che la stazione appaltante ha «svolto una verifica di anomalia cosiddetta facoltativa, così come previsto dall' articolo 97 comma 6 del codice dei contratti pubblici, giacché soltanto l' offerta tecnica dell' aggiudicataria e non quella economica superava la soglia dei quattro quinti dei punti massimi previsti dal bando». Che la verifica sia facoltativa, statuisce il giudice, non esclude infatti che l' amministrazione (e in specie il Rup) debba in ogni modo «procedere nello scrupoloso rispetto delle regole di buona amministrazione, censurando così gli evidenti errori contenuti nell' offerta dei partecipanti o nelle loro giustificazioni».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 15/11/2018 - autore STEFANO USAI


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