Legittimo il verbale di gara non firmato se il bando non lo impone

Tipologia
Notizia
Data
12/11/2018

Secondo il Tar Lazio, con la sentenza n. 10460/2018 , la mancata sottoscrizione dei verbali di gara o il «concentramento» in un unico verbale di più operazioni svolte in diverse sedute della commissione hanno una valenza meramente formale e non incideono sulla validità degli atti adottati, salvo specifiche norme della legge speciale che comminino precise invalidità.

Il fatto Il ricorrente si è rivolto al giudice capitolino per ottenere l' annullamento degli atti di gara per mancata sottoscrizione dei verbali. Questa circostanza ha costituito la prova "provata" «del comportamento superficiale e approssimativo tenuto dalla commissione nel corso dell' intera istruttoria, dato ancora più grave» per lo svolgimento in forma riservata di alcune sedute. Altro motivo di ricorso è stato il fatto che le operazioni di gara relative all' esame delle offerte sono state riportate in un unico verbale pur svolgendosi in diverse sedute. Inoltre secondo il ricorrente la valutazione si sarebbe svolta in un lasso di tempo «assolutamente insufficiente rispetto alla valutazione da effettuare e di diversa durata con riferimento alle tre ditte partecipanti alla gara».
La decisione Il giudice non ha condiviso nessuna delle censure. In primo luogo, la mancata sottoscrizione, al netto di ipotesi relative a soggetti muniti di apposite funzioni certificative, integra semplicemente una carenza di tipo formale soprattutto quando non è contestata «la veridicità di quanto affermato nei verbali in ordine alla effettiva presenza di tutti i membri della commissione». Sulle mancate sottoscrizioni, il Tar afferma l' irrilevanza del vizio se la cosa riguarda addirittura a persone non investite di specifiche funzioni di verbalizzazione, affermando che «in assenza di una norma che commini l' invalidità delle operazioni verbalizzate perché prive della sottoscrizione di soggetti non muniti di funzioni certificative, la censurata carenza di firme integra una mera irregolarità formale ». Non è condivisibile neppure la censura sull' eccesso di sintesi ovvero sul fatto di riunire in un unico verbale gli accadimenti di più sedute della commissione di gara.
Il tribunale chiarisce che il principio di analiticità e tempestività della verbalizzazione non comporta anche la necessaria contestualità di esternalizzazione dell' attività svolta dalla commissione, così che la materiale redazione del verbale e l' approvazione dello stesso non devono necessariamente avvenire al termine di ogni seduta. In particolare, anche se «la confezione di separati atti, ossia, un verbale per ciascuna seduta, sia il metodo da preferire, in mancanza di norme, anche della lex specialis, che prescrivano la documentazione distinta di ogni riunione, nulla impedisce a una commissione di gara di redigere un unico verbale di tutte o di parte delle operazioni compiute, ancorché relativo a più giornate». Quindi «la verbalizzazione successiva allo svolgersi delle sedute è ammessa purché sopravvenga in tempi idonei a evitare l' insorgenza di errori od omissioni nella ricostruzione sia dei fatti che dell' iter valutativo percorso dalla commissione».
La tempistica della valutazione delle offerte Allo stesso modo deve essere respinta la contestazione rispetto alla tempistica della valutazione delle offerte tecniche. Secondo l' orientamento prevalente, nell' esame delle offerte tecniche è da escludere che possa essere addotta a «indice di illegittimità dell' operato del seggio di gara la pretesa inadeguatezza dei tempi impiegati per l' esame delle offerte». Anche perché la brevità dei lavori potrebbe «essere la risultante di particolari doti, anche di sintesi, dei componenti della commissione giudicatrice, della adeguatezza della organizzazione dei suoi lavori ovvero della rilevazione a volte ictu oculi delle peculiari caratteristiche dei progetti presentati». L' esiguità dell' elemento temporale non ha alcuna valenza se sollevato astrattamente e la censura avrebbe dovuto essere accompagnata dalla dimostrazione «di una superficialità e inattendibilità nell' esame delle offerte posto in essere dalla commissione, tale da determinare un esito irrazionale e illogico delle determinazioni conclusive assunte».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 12/11/2018 - autore STEFANO USAI


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