Servizi pubblici, ok alla «gara ponte» se la procedura centralizzata non è conclusa

Tipologia
Notizia
Data
23/10/2018

È legittima la procedura negoziata indetta per il tempo necessario a garantire la conclusione della gara centralizzata se lo slittamento dei tempi della stessa non sia in qualche modo prevedibile dalla stazione appaltante. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sezione III, con sentenza n. 5766/2018 .

Il caso Il caso si riferisce ad una gara di servizi. Nella specie la procedura, indetta da una Azienda sanitaria locale, ha ad oggetto il servizio di pulizia e sanificazione aziendale. La stazione appaltante allo scopo, e in via di urgenza, ha attivato una procedura negoziata per l' affidamento semestrale del servizio nelle more dell' espletamento della procedura di gara aperta svolta a cura della centrale di committenza. La stazione appaltante ha esternato l' urgenza di provvedere all' aggiudicazione del servizio in ragione dalla delicatezza dell' oggetto dell' appalto, ed anche perché il contratto con il gestore uscente era già stato prorogato due volte.
La ricorrente non è stata invitata a partecipare alla gara ed ha impugnato gli atti della stessa sostenendone, tra le altre cose, l' illegittimità per l' insussistenza dei presupposti previsti dalla legge per far luogo alla procedura negoziata, e lamentando che la stazione appaltante non avrebbe adeguatamente motivato il mancato ricorso ad una procedura ordinaria. Sia il Giudice di primo grado che il Consiglio di Stato però hanno respinto il ricorso approvando l' operato della Amministrazione poiché nella specie doveva garantire il servizio, nelle more dell' aggiudicazione della gara centralizzata.
La decisione La questione giuridica giunta all' attenzione del Consiglio di Stato riguarda la legittimità della procedura negoziata, denominata «gara ponte», attivata in attesa dell' espletamento della procedura aperta per l' affidamento del servizio. A riguardo il Consiglio di Stato, sul presupposto fattuale che la procedura in esame è stata indetta per il tempo necessario a garantire la conclusione della gara centralizzata, ed a fronte di un «rinvio dell' iniziativa precedentemente pianificata» da parte del soggetto aggregatore, tale da determinare una condizione di urgenza non prevedibile, né imputabile dalla stazione appaltante, ha affermato che tale circostanza, pur non impedendo in termini assoluti l' espletamento della gara aperta, tuttavia suggerisce o, quantomeno, contempla come lecita la possibilità alternativa di ricorrere, a certe condizioni, alla procedura negoziata, laddove sussista la necessità di garantire il servizio, quale misura temporale strettamente necessaria in attesa della stipula del nuovo contratto.
In via generale, peraltro, la giurisprudenza amministrativa in materia ha riconosciuto che l' estrema urgenza può essere data dall' imminente scadenza del precedente contratto (già in proroga) in essere con l' appaltatore uscente per il medesimo servizio e dai tempi presumibilmente occorrenti per il rinnovo della gara, soprattutto se il contratto con il precedente gestore non possa più essere prorogato o lo sia già stato così da rendere non opportuna una ulteriore proroga (si veda Tar Lazio, sez. III- quater , 14 giugno 2012, n. 5424; Tar Lazio, sez. III quater , 24 aprile 2012, n. 3663).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 22/10/2018 - autore GIOVANNI F. NICODEMO


Loading...