Niente gare sotto le soglie UE

Tipologia
Notizia
Data
17/10/2018

Niente gare negli appalti di servizi e forniture sotto la soglia comunitaria.

Gli affidamenti diretti da parte dei comuni, oggi ammessi fino a 40 mila euro, saranno quindi possibili fino a 221 mila euro. Lo ha annunciato il vicepremier e ministro dell' interno, Matteo Salvini, all' assemblea annuale dell' Ance, l' associazione dei costruttori edili. Salvini ha promesso che entro novembre il Codice degli appalti «verrà smontato e verrà riscritto con chi lavora». «Io mi chiedo come si possa scrivere un Codice degli appalti sulla testa di chi lavora», ha proseguito Salvini. «Innalzeremo alcuni tetti che vincolano, in particolare i comuni, nell' assegnazione diretta degli appalti». Per il numero uno del Viminale l' anomalia italiana è costituita dal fatto che «siamo l' unico Paese in Europa che fa le gare sotto la soglia comunitaria». Un' anomalia che secondo il vicepresidente del consiglio andrà sanata con il prossimo Codice appalti. Di soglie Salvini non ha parlato, il che lascia aperta una varietà di ipotesi sulla natura degli appalti coinvolti dalla semplificazione. Tuttavia, mentre il superamento della gara negli appalti di servizi e forniture fino a 221 mila euro appare certo, altrettanto non può dirsi per gli appalti di lavori dove la soglia comunitaria è fissata a 5.548.000 euro. Difficile pensare a un' abolizione delle gare negli appalti di lavori fino a una così rilevante soglia di valore. Più probabile che il nuovo codice possa intervenire sul tetto massimo per la procedura negoziata che per i lavori è stata innalzata da 500mila euro a un milione di euro nel 2011, e non è stata innalzata, come richiesto dai costruttori, con il decreto correttivo del 2017. Le parole di Salvini tuttavia non hanno suscitato entusiasmo tra gli operatori. Anzi. «Le indiscrezioni filtrate in queste ore in merito all' innalzamento da 40.000 fino a 221.000 euro del limite entro cui si può ricorrere agli affidamenti diretti o senza gara ci preoccupano», ha dichiarato Gabriele Scicolone, presidente dell' Oice, l' Associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica. «Parliamo di un volume di affidamenti che, per i primi nove mesi del 2018, vale l' 81,9% in numero sul totale delle gare e il 26,6% in valore. Se così fosse sarebbe gravissimo perché, nel nome di una fantomatica semplificazione richiesta dalle stazioni appaltanti, si introdurrebbero elementi di opacità e scarsa trasparenza, penalizzando chi opera sul libero mercato in concorrenza e avvantaggiando gli amici degli amici». «Non è questo un film che avevamo già visto e dal quale ci stavamo finalmente emancipando?», si chiede Scicolone, secondo cui eliminando le gare fino a 221 mila euro «si incentiveranno fenomeni di artificiosa suddivisione degli incarichi anche oltre la soglia Ue e non si realizzerà alcun beneficio sul fronte della qualità della prestazione, profilo che soltanto una gara può assicurare. All' assemblea Ance è intervenuto anche il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che ha confermato l' imminente riforma del Codice appalti quanto mai necessaria per «sbloccare i lavori senza sbloccare la legalità». Toninelli ha annunciato il rinnovo anche per il 2019 dei bonus fiscali nel settore edile, che il governo punta a far diventare strutturali, e la piena operatività dell' Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (Ainop), previsto dal decreto Genova, che dovrebbe entrare a regime dal 30 aprile 2019 grazie soprattutto alle informazioni che arriveranno dai professionisti e dai costruttori. «Non si tratta di un fardello in più per i professionisti del settore edile», ha assicurato Toninelli, «ma un sostituto di tante scartoffie e uno strumento che noi riteniamo ormai imprescindibile». 

 

A cura di Italia Oggi del 17/10/2018 pag. 34 - autore PAGINA A CURA DI FRANCESCO CERISANO


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