«Per i legali in house una sezione speciale all' interno dell' Albo»

Tipologia
Notizia
Data
15/10/2018

Prima la norma che disciplini la professione; poi l' estensione del cosiddetto legal privilege all' avvocato in house: sono due temi sensibili per il legale che lavora in azienda e sui quali il presidente dell' Aigi (Associazione italiana giuristi d' impresa), Raimondo Rinaldi, fa il punto.

Giurista d' impresa e incompatibilità: la norma contenuta nell' articolo 18 della legge 247 del 2012 è chiara. L' incompatibilità si lega al rapporto subordinato tra l' impresa e il suo legale interno e discenderebbe dall' impossibilità di mantenere l' indipendenza e l' autonomia tipica del professionista. Il mondo anglosassone la pensa, però, in maniera differente. Del resto, il legale in house ha un solo cliente che dovrebbe poter contare sulla garanzia del segreto professionale. La Corte di giustizia Ue, nella causa C-550/07 P, ritiene diversamente che il cosiddetto "legal privilege" non vada riconosciuto ai legali interni. Già nel 2009, però, l' Antitrust sollevò un dubbio sulla proporzionalità del divieto rispetto al rischio della non autonomia: si tratta quindi di interpretare la norma, anche alla luce dell' evoluzione del sistema. L' esempio è lo stesso elenco speciale per gli avvocati dipendenti di enti pubblici, per cui la legge fissa specifici requisiti nell' accesso. Ai tempi della sua istituzione, l' eccezione si legava alla pura finalità pubblica del datore di lavoro, alterata però dagli anni '90 dai principi privatistici che possono ispirare l' azione amministrativa. Esistono spazi di cambiamento? Assolutamente sì. Sempre più si parla di compliance e ci sono tante figure in azienda che pure godono di indipendenza e autonomia, a partire dal nuovo Dpo, il responsabile della protezione dei dati, previsto dal Gdpr, il regolamento europeo sulla privacy, diventato operativo il 25 maggio scorso. Quale via propone? La figura del giurista d' impresa dovrebbe essere regolata a garanzia di tutti: l' indipendenza è connaturata alla professionalità. Serve una legge che riconosca la professione e ne individui i requisiti per la qualifica e le prerogative, a cui far seguire l' iscrizione del legale in-house in un elenco speciale per le imprese private, eventualmente unito a quello delle aziende pubbliche, nell' Albo degli avvocati. Il Congresso nazionale forense ha approvato una mozione sull' avvocato monocommittente, riconoscendo di fatto la possibilità che un professionista non abbia una propria clientela. Potrebbe essere l' ora di un nuovo tavolo di confronto con il Cnf? Fino a oggi non siamo riusciti a convincere i colleghi dell' opportunità: sarebbe auspicabile riprendere il dialogo. 

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 15/10/2018 pag. 9 - autore El.Pa.


Loading...