Legittima la soglia di sbarramento per le offerte tecniche

Tipologia
Notizia
Data
10/10/2018

È conforme alla direttiva europea n. 2014/24/Ue la normativa nazionale che consente alle amministrazioni aggiudicatrici di stabilire, nel capitolato d' oneri, in una procedura aperta, dei requisiti minimi per la valutazione tecnica delle offerte tali da escludere dalla successiva fase di gara gli operatori economici che non hanno superato una soglia di punteggio minima prestabilita, a prescindere dal numero degli offerenti restanti.

Così si esprime la Corte di giustizia europea con l a sentenza nella causa n. C-546/16 del 20 settembre 2018.
Il caso Nel procedimento principale, una stazione appaltante ha predisposto la documentazione di gara con la distinzione di due specifiche fasi, tecnica e economica, disponendo il passaggio dall' una all' altra ai soli offerenti che raggiungono un determinato punteggio minimo nella presentazione e descrizione del progetto tecnico. Il giudice del rinvio ha sollevato dubbi di compatibilità con la direttiva europea n. 2014/24 che, all' articolo 66, sembra consentire la possibilità di ridurre il numero di offerte, nelle gare articolate in più fasi, esclusivamente nella procedura competitiva con negoziazione e nel dialogo competitivo e non nella procedura aperta, come quella di cui si tratta. Inoltre, ritiene che l' applicazione dello strumento dello sbarramento ostacola la concorrenza effettiva, riducendo il numero dei partecipanti alla fase finale e non permettendo la valutazione di offerte più competitive in riferimento al prezzo.
La decisione La Corte evidenzia che, sebbene la direttiva europea riserva espressamente alle procedure in cui è possibile negoziare le offerte iniziali la possibilità di articolare in più fasi la valutazione, ciò non esclude che sia ammissibile nell' ambito di una procedura aperta. Innanzitutto, il considerando 90 della suddetta direttiva europea consente alle amministrazioni aggiudicatrici di fissare discrezionalmente le specifiche tecniche e il considerando 92 suggerisce di scegliere criteri di aggiudicazione che permettono di ottenere offerte che meglio soddisfano le proprie esigenze.
Pertanto, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, le stazioni appaltanti hanno la libertà di determinare, in base alle necessità e all' interesse pubblico da perseguire, il livello di qualità tecnica che le offerte devono garantire, tenuto conto dell' oggetto dell' appalto e delle sue caratteristiche. È dunque riconosciuta all' amministrazione aggiudicatrice una facoltà discrezionale circa i fattori di incidenza per la scelta dell' offerta economicamente più vantaggiosa. La fissazione di una soglia minima di punteggio per l' offerta tecnica non è un requisito di ammissione, ma un valore al di sotto del quale l' offerta non soddisfa le esigenze dell' ente. Sotto questo profilo la stazione appaltante non è tenuta a valutare l' offerta qualitativamente non apprezzabile anche se conveniente sul piano economico.
La predeterminazione di una soglia qualitativa di sbarramento consente di escludere dalla ponderazione basata sul prezzo proprio le offerte non conformi a determinati standard minimi e di selezionare, conseguentemente, solo le offerte che rispondono alle necessità dell' amministrazione. Un simile approccio, come precisato dalla Corte europea, non è «diretto a limitare il numero delle offerte sottoposte alla valutazione basata sul prezzo, atteso che tutte le offerte presentate possono, in linea di principio, soddisfare i suddetti requisiti minimi».

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 10/10/2018 - autore STEFANIA SORRENTINO


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