Solo la commissione può riesaminare in autotutela il procedimento di gara conclusa

Tipologia
Notizia
Data
09/10/2018

Spetta alla commissione e non al responsabile unico del procedimento l' onere di riesaminare, nell' esercizio del potere di autotutela, il procedimento di gara già espletato, riaprendolo per emendarlo da illegittimità o errori rifìguardanti l' ammissione o l' esclusione dalla gara di un' impresa concorrente.

È quanto afferma la sezione di Brescia del Tar Lombardia con la sentenza n. 906/2018 .
Il caso L' impresa ricorrente si è aggiudicata una fornitura sulla scorta di un capitolato speciale che prevedeva alcuni requisiti minimi essenziali, le cui variazioni eventualmente intervenute nel periodo di validità del contratto avrebbero dovuto essere approvate dal responsabile del servizio interessato e non comportare costi aggiuntivi. L' uso di espressioni non esplicite nel descrivere i beni oggetto della fornitura ha indotto il Rup della stazione appaltante a richiedere chiarimenti, all' esito dei quali ha ritenuto che il prodotto offerto fosse privo dei requisiti richiesti e ha quindi revocato l' aggiudicazione, disponendola a favore della controinteressata. Nel ricorso è contestato il mancato coinvolgimento della commissione di gara, reso ancor più necessario dal fatto che la modifica del prodotto sarebbe da qualificarsi come implementativa del sistema giudicato idoneo dalla commissione di gara.
Il ruolo della commissione Nella sentenza n. 906 il Tar Brescia parte dal presupposto che se il giudizio è, nella fisiologia del procedimento di gara, demandato alla commissione, che deve accertare il possesso dei requisiti e attribuire i punteggi, il «contrarius actus» non può che essere demandato alla commissione stessa, che deve procedere al rinnovo della valutazione. Diversamente opinando, quel giudizio che ha condotto a ritenere ammissibile l' offerta da parte della commissione, a tal fine appositamente costituita, finirebbe per essere sostituito da un giudizio personale del Rup, che avrebbe così superato la discrezionalità tecnica attribuita alla commissione.
L' autotutela La revoca dell' aggiudicazione, dunque, risulta illegittima per carenza del presupposto essenziale, il cui accertamento avrebbe dovuto essere compiuto dalla commissione riconvocata sul punto, in modo da consentire alla stessa di valutare l' ammissibilità dell' offerta alla luce di quanto successivamente emerso. Di conseguenza il Tar annulla il provvedimento impugnato nella parte in cui, dopo aver disposto la revoca dell' aggiudicazione definitiva, il Rup, al di fuori dei propri poteri, ha ritenuto che sussistessero i presupposti per l' esclusione della ricorrente dalla gara e per l' aggiudicazione alla controinteressata. La corretta condotta, affermano i giudici amministrativi, avrebbe dovuto consigliare al Rup di annullare l' aggiudicazione, riconvocare la commissione per verificare, in sede di autotutela, se l' offerta fosse stata legittimamente ammessa o avrebbe dovuto essere esclusa e solo in quest' ultimo caso avrebbe potuto disporre l' esclusione dalla gara della ricorrente e l' aggiudicazione alla controinteressata. 

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 09/10/2018 - autore AMEDEO DI FILIPPO


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