Stretta su cottimi e subappalti

Tipologia
Notizia
Data
05/10/2018

Inasprite le pene per i subappalti e i cottimi illeciti che diventano reato con pene da uno a cinque anni.

È quanto prevede lo schema di decreto-legge approvato lo scorso 24 settembre dal consiglio dei ministri (che in questi giorni è stato al vaglio del presidente della repubblica e a breve dovrebbe essere in Gazzetta Ufficiale) recante «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché misure per la funzionalità del ministero dell' interno.
All' interno del provvedimento, che contiene anche le disposizioni sulla stretta per i permessi d' asilo e umanitari, si trovano anche alcune disposizioni che modificano sensibilmente le regole sui subappalti e i cottimi che si collocano nell' ambito della prevenzione e del contrasto alla criminalità mafiosa. In particolare, è l' articolo 10 (sanzioni in materia di subappalti illeciti) che ritocca l' articolo 21, comma 1, della legge 13 settembre 1982, n. 646 con l' obiettivo di inasprire il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori che facciano ricorso, illecitamente, a meccanismi di subappalto.
La norma stabilisce innanzitutto la trasformazione in delitto del reato contravvenzionale di «subappalto illecito»; inoltre si dispone l' equiparazione della sanzione personale a quella prevista per il reato di frode nelle pubbliche forniture. Questa scelta viene realizzata attraverso l' aumento della reclusione da uno a cinque anni (ad oggi la pena varia da sei mesi a un anno) oltre a una multa non inferiore a un terzo del valore dell' opera concessa in subappalto o a cottimo e non superiore a un terzo del valore complessivo dell' opera ricevuta in appalto, a chiunque, avendo in appalto opere riguardanti la pubblica amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse, senza l' autorizzazione dell' autorità competente. Stretta anche nei confronti del subappaltatore e dell' affidatario del cottimo cui si applica la reclusione da uno a cinque anni e la multa pari a un terzo del valore dell' opera ricevuta in subappalto o in cottimo.
Una particolare attenzione è riservata anche alla fase di monitoraggio dei cantieri con l' obiettivo di garantire una maggiore circolarità delle informazioni per un più puntuale monitoraggio dei cantieri. A tal fine viene ampliata la platea dei destinatari della segnalazione di inizio attività dei cantieri in una provincia, includendo il prefetto, quale autorità di governo che presiede il gruppo di accesso nei cantieri stessi. Lo schema inserisce anche (con l' articolo 12 dello schema) ulteriori disposizioni finalizzate a migliorare la circolarità informativa e a consentire anche alle autorità proponenti di richiedere la collaborazione dell' unità di informazione finanziaria (Uif) per ottenere le informazioni sui soggetti destinatari di proposte di misure di prevenzione patrimoniali che siano in possesso della stessa unità: ad esempio, segnalazioni di operazioni sospette e dati in possesso degli omologhi organismi esteri.
Per la documentazione antimafia si farà inoltre particolare attenzione ai soggetti che abbiano riportato condanne con sentenza definitiva o confermata in grado di appello, per i reati di truffa ai danni dello Stato o altro ente pubblico (articolo 640, comma 2, punto 1 del codice penale) e per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640-bis codice penale).

 

A cura di Italia Oggi del 05/10/2018


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