Clausole sociali, sì se non ledono libertà d'impresa

Tipologia
Notizia
Data
05/10/2018

L' obbligo, in capo all' aggiudicatario di un appalto, di riassorbire i dipendenti di un appaltatore uscente va armonizzato con l' organizzazione di impresa scelta dal soggetto che subentra nel contratto.

Lo ha affermato il Consiglio di stato, sezione terza con la sentenza del 27 settembre 2018 n. 5551 in una vicenda in cui era stato previsto, per lo svolgimento dei servizi del Centro unificato di prenotazione delle prestazioni sanitarie (Cup), l' adesione alla cosiddetta «clausola sociale» sull' obbligo di riassorbimento del personale. Per i giudici, la cosiddetta clausola sociale deve essere interpretata conformemente ai principi nazionali e comunitari in materia di libertà di iniziativa imprenditoriale e di concorrenza.
Diversamente, risulterebbe altrimenti lesiva della concorrenza e tale da scoraggiare la partecipazione alla gara e limitando ultroneamente la platea dei partecipanti. I giudici hanno rilevato anche che occorre evitare che sia lesa la libertà d' impresa, riconosciuta e garantita dall' art. 41 della Costituzione, che sta a fondamento dell' autogoverno dei fattori di produzione e dell' autonomia di gestione propria dell' archetipo del contratto di appalto. Da ciò il collegio di Palazzo Spada fa discendere che la clausola deve essere interpretata in modo da non limitare la libertà di iniziativa economica e, comunque, evitando di attribuirle un effetto automaticamente e rigidamente escludente.
L' obbligo di riassorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell' appaltatore uscente nello stesso posto di lavoro e nel contesto dello stesso appalto, deve essere armonizzato e reso compatibile con l' organizzazione di impresa prescelta dall' imprenditore subentrante dal momento che la clausola sociale funge da strumento per favorire la continuità e la stabilità occupazionale dei lavoratori. Si rinviene prova di questa finalità, dice la sentenza, nella circostanza che oltre alla possibilità di distrarre un lavoratore, assunto in virtù della clausola sociale, in altra commessa, la giurisprudenza ha affermato che i lavoratori, che non trovano spazio nell' organigramma dell' appaltatore subentrante e che non vengano ulteriormente impiegati dall' appaltatore uscente in altri settori, sono destinatari delle misure legislative in materia di ammortizzatori sociali.

 

A cura di Italia Oggi del 05/10/2018


Loading...