Stop senza deroghe agli incentivi tecnici per i commissari di gara

Tipologia
Notizia
Data
04/09/2018

Lo svolgimento delle funzioni di commissario di gara non può essere compensato con gli incentivi tecnici di cui all' articolo 113 del codice dei contratti e la stazione appaltante non può neppure - evidentemente - adottare strategie per aggirare il divieto. In questo senso, il riscontro fornito dalla Corte dei conti, Lazio, con la delibera n. 57/2018.

I quesiti La sezione ha affrontato diversi quesiti in tema di incentivi. In particolare, nel riscontro fornito si ribadisce - secondo l' orientamento consolidato - che il riparto degli incentivi per funzioni tecniche esige la previa adozione del regolamento interno da parte di ciascuna stazione appaltante, compresa l' eventuale centrale unica degli appalti costituita da più stazione appaltanti. Al regolamento, ovviamente, non può essere attribuita alcuna efficacia retroattiva. A questa constatazione fa eccezione il caso in cui la stazione appaltante abbia approvato i criteri di riparto degli incentivi in sede di contrattazione decentrata e questi non siano stati ancora recepiti nel regolamento. In questo caso i dipendenti, interessati all' incentivo, non potranno essere danneggiati per i ritardi nell' approvazione del regolamento sempre che le risorse siano state preventivamente accantonate. Sul punto, la delibera dice che «la mera carenza dell' atto regolamentare o la sua tardiva emanazione non possono ledere il diritto al compenso incentivante spettante al dipendente che ha eseguito la funzione incentivata, e la questione è suscettibile di tutela a livello giurisdizionale, su eventuale iniziativa del singolo». I compensi dei commissari di gara Importanti considerazioni vengono espresse anche in relazione alla possibilità di "incentivare" i componenti della commissione di gara. Secondo la sezione si deve escludere che i commissari - per le sole funzioni relative al seggio di gara - possano essere compensati ricorrendo all' incentivo per funzioni tecniche. Sul tema insiste, in realtà, un vero e proprio divieto. In relazione alle spese per i commissari, la sezione rammenta che l' articolo 77, comma 10, stabilisce che «le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro economico dell' intervento tra le somme a disposizione della stazione appaltante». Inoltre, l' ultima parte del citato comma 10, dispone che «i dipendenti pubblici sono gratuitamente iscritti all' Albo e ad essi non spetta alcun compenso, se appartenenti alla stazione appaltante». Ne consegue che i commissari di gara possono essere retribuiti - e con onere gravante sul quadro economico dell' appalto - soltanto ove siano nominati tra professionisti esterni alla stazione appaltante ma non in base all' articolo 113 del codice. Del resto, l' elencazione delle attività incentivabili con tali compensi è da reputarsi tassativa e, dunque, non suscettibile di interpretazione estensiva o, peggio, analogica. Le funzioni incentivabili sono, invero, soltanto quelle "tecniche" specificamente enumerate dalla norma ovvero: funzioni di programmazione della spesa per investimenti, valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e delle procedure di esecuzione dei contratti pubblici, funzioni di responsabile unico del procedimento, funzioni di direzione dei lavori ovvero di direzione dell' esecuzione, funzioni di collaudo tecnico-amministrativo, verifica di conformità, funzioni di collaudatore statico. Nella delibera sul punto si legge che in merito alla tassatività delle attività incentivabili e del conseguente divieto di ampliamento oltre la lettera della legge, si è espresso un orientamento consolidato che ha costantemente considerato la relativa disciplina «di stretta interpretazione, sulla scorta della considerazione che si pone come derogatoria al principio generale di onnicomprensività del trattamento economico (in tal senso: Sez. reg. controllo Puglia, delib. n. 204/2016/PAR, delib. n. 5/2017/PAR, delib. n.108/2017/PAR e delib. n.9/2018/QMIG; Sez. reg. controllo Marche delib. n.52/2017/PAR, Sez. reg. controllo Lombardia delib. n.185/2017/PAR)». Pertanto, tra le attività menzionate dall' articolo 113, comma 2, non rientra, quindi, né può essere fatta rientrare a livello interpretativo, l' attività svolta dai commissari di gara, considerato che la stessa si sostanzia in una attività valutativa e non di tipo tecnico/esecutivo.

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 04/09/2018


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