Aziende speciali regolate dal diritto privato

Tipologia
Notizia
Data
31/08/2018

A una azienda speciale di proprietà di un ente pubblico si applicano pienamente le regole di diritto privato, pertanto, per esempio non è richiesta la forma scritta dei contratti stipulati, lo ha stabilito una importante, articolata e recentissima sentenza delle sezioni unite civili, che costituirà un caposaldo nel settore (sentenza n. 20684/2018). La sentenza in questione stabilisce che l'azienda speciale di un ente territoriale è caratterizzata dalla compresenza e dalla reciproca interazione di elementi pubblicistici e privatistici: in particolare, dovuti alla «funzionalizzazione agli scopi dell' ente locale, attuata però in forme indirette o di controllo generale e mai con immediato intervento sulle scelte di politica economica e imprenditoriale e meno che mai sui singoli atti di gestione». Tale autonomia «è caratterizzata non solo dalla alterità soggettiva rispetto all' ente locale», ma soprattutto dalla libertà (almeno tendenziale), di scelte proprie di ogni imprenditore.

Nell' azienda speciale coesistono due «anime» distinte (che non si possono scambiare), l'una, legata alla natura di attività d' impresa da essa esercitata, che dovrebbe spingere al conseguimento del miglior risultato economico possibile e, l'altra, all' imprescindibile rapporto di collegamento con l' ente locale e con la sua collettività di riferimento. Tale coesistenza, «che, se da una parte pone come obiettivo principale il perseguimento dell' interesse generale, dall' altra risente dei vincoli della finanza pubblica e dei condizionamenti mediati derivanti dal corpo elettorale». La Suprema corte prosegue affermando che «la natura pubblica del soggetto influenza esclusivamente il piano interno dell' organizzazione, mentre le relazioni intersoggettive ricadono nel dominio del diritto privato»; cosicché tali aziende «sono soggette alle norme di diritto pubblico per quanto riguarda la loro organizzazione interna e a quelle di diritto privato per quanto riguarda l' attività economica (ovvero operativa concreta gestione dei servizi pubblici) posta in essere».

Il pronunciamento giurisprudenziale esprime «il principio di diritto che, in dipendenza della natura imprenditoriale dell' attività svolta dall' azienda speciale di ente territoriale e della sua autonomia organizzativa e gestionale rispetto all' ente di riferimento», l' azienda stessa, pur appartenendo al sistema con il quale la pubblica amministrazione locale gestisce i servizi pubblici non può qualificarsi, ai fini della normativa sulla forma dei contratti (artt. 16 e 17 rd 18 novembre 1923, n. 2440), quale pubblica amministrazione in senso stretto. Da tale arresto giurisprudenziale deriva la «conseguenza che per i suoi contratti, salva l'applicazione di speciali discipline per particolari categorie, non è imposta la forma scritta ad substantiam, né sono vietate la stipula per facta concludentia o mediante esecuzione della prestazione ex art. 1327 c.c., ma vige, al contrario, il principio generale della libertà delle forme di manifestazione della libertà negoziale».

 

a cura di "Italia Oggi" del 31/08/2018  pag. 35 - autore Lorenzo Allegruci


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