Infrastrutture sotto controllo

Tipologia
Notizia
Data
30/08/2018

Nessun pericolo concreto e attuale per la sicurezza delle infrastrutture viarie (strade, ponti, gallerie) di competenza di regioni, province, città metropolitane e comuni. Ma un generale allarme risorse quello sì, perché gli enti locali (che da Nord a Sud stanno facendo il punto sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere al fine di adempiere al monitoraggio avviato dal Mit e destinato a concludersi sabato 1° settembre) pongono come essenziale la richiesta di finanziamenti certi per garantire la sicurezza di infrastrutture sempre più vetuste.

Tra più di un mugugno da parte delle amministrazioni locali (a causa dei margini ristrettissimi per portare a termine il monitoraggio) e qualche inciampo organizzativo nelle comunicazioni dei Provveditorati per le opere pubbliche (che hanno inviato le lettere agli enti a macchia di leopardo) si avvia a conclusione l' operazione verità, voluta dal ministro per le infrastrutture Danilo Toninelli all' indomani del crollo del ponte Morandi di Genova. La deadline, scatterà dopodomani, quasi sicuramente senza proroghe. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, il Mit non sarebbe orientato ad accogliere la richiesta, avanzata da più parti, di uno slittamento del termine del 1° settembre.

I sindaci avevano infatti osservato come modalità e tempi del monitoraggio (nella tabella in pagina il modello per la raccolta dei dati messo a punto da Anci Lombardia) non consentissero una ricognizione efficiente e scientifica delle situazioni di criticità, costringendo gli enti a concentrarsi solo sulle situazioni maggiormente a rischio. Ieri le province lombarde e la città metropolitana di Milano si sono portate avanti e hanno presentato per prime i risultati del censimento. Nessuna situazione che desti pericolo, hanno sottolineato il presidente dell' Unione province lombarde e della provincia di Brescia Pier Luigi Mottinelli e la vicesindaca della Città metropolitana di Milano, Arianna Censi, ma è urgente la necessità di certezza nelle risorse. «Il fabbisogno complessivo per gli interventi in Lombardia è di decine di milioni di euro», ha osservato Mottinelli, «dopo anni di segnalazioni speriamo ci si renda conto che non possiamo più attendere». «A Brescia su 480 ponti circa 30 sono considerati critici e altri 5 necessitano interventi prioritari.

A Sondrio su 250 ponti, ci sono circa 65 situazioni che presentano criticità e servirebbero 10 milioni di euro solo per le 5/6 situazioni più urgenti, mentre a Mantova e Cremona si segnalano criticità su alcuni ponti sul fiume Po», ha proseguito. «I tecnici e i cantonieri della Città metropolitana di Milano monitorano quotidianamente la situazione di strade, ponti e opere idrauliche», ha aggiunto la vicesindaca metropolitana Censi. Purtroppo il governo ha dettato tempistiche e modalità di analisi che non ci hanno permesso di lavorare nelle condizioni ottimali.

La Città metropolitana si è fatta trovare pronta e preparata su questo importante tema; adesso serve che il legislatore riconosca le peculiarità della Grande Milano garantendo risorse certe e adeguate, nella consapevolezza che siamo l' unico ente che può occuparsi dell' organizzazione strategica del territorio». Molto attive in questi ultimi giorni sono state anche le regioni. La Toscana ha effettuato un check up completo delle infrastrutture viarie, con particolare attenzione ai ponti e alle strutture in cemento armato. Stessa cosa ha fatto il Veneto «dove le infrastrutture viarie di competenza della regione sono monitorate da tempi non sospetti», ha rimarcato il presidente regionale Luca Zaia.

Anche l' Emilia Romagna sembra non essere stata colta impreparata dall' iniziativa del governo, visto che la regione è da tempo al lavoro per coordinare l' attività di monitoraggio degli enti locali. Il Piemonte, infine, ha annunciato di aver destinato oltre 330 milioni all' efficientamento della rete viaria. Chi invece sembra essere piuttosto indietro è la Sicilia, dove il presidente Nello Musumeci ha chiesto ancora due settimane di tempo «per definire il percorso da seguire e due mesi al massimo per avere il primo elenco delle priorità della rete viaria e ferroviaria siciliana».

 

a cura di "Italia Oggi" del 30/08/2018 - pag. 32 - autore: Francesco Cerisano


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