Da risarcire i danni per la gara inutile

Tipologia
Notizia
Data
23/08/2018

La pubblica amministrazione deve comportarsi correttamente: non solo emettendo provvedimenti legittimi, ma è a monte che deve essere leale. Lo sottolinea il Consiglio di Stato (sentenza 10 agosto 2018 n. 4912), condannando un Comune salernitano a pagare 13mila euro di danni per aver indotto un imprenditore a progettare un distributore di carburante su un' area comunale geologicamente risultata inidonea. L' ente locale era proprietario di un' area che intendeva valorizzare collocandovi un distributore e quindi aveva bandito una gara per affidare il progetto e la successiva gestione in un rapporto di concessione. Un' impresa privata ha partecipato alla gara aggiudicandosi la concessione sulla base di un progetto che tuttavia l' Autorità di bacino (legge 183/89) ha bocciato poiché l' area risultava inidonea sotto l' aspetto idrogeologico. In conseguenza di tale diniego, il Comune ha revocato la gara, ritenendo di poter uscire indenne dalla vicenda perché l' ostacolo all' iniziativa era imputabile al diniego opposto da altra amministrazione.

Ma l' imprenditore privato si è opposto innanzi il Tar, ottenendo dal Comune un risarcimento del danno per le spese (partecipazione alla gara, progettazione) generate dalla procedura revocata. Il Consiglio di Stato ha confermato tale risarcimento del danno, perché il Comune non poteva ignorare che l' area fosse instabile ed inidonea: quindi, come qualsiasi contraente privato leale e corretto, l' ente locale avrebbe dovuto astenersi ad interferire con la libertà negoziale dell' imprenditore, sollecitandolo a una inutile procedura di gara. La vicenda si collega ad altre nelle quali le amministrazioni sono state condannate per comportamenti scorretti e dannosi, riconoscendo risarcimento danni anche in presenza di comportamenti legittimi. Lo stesso Consiglio di Stato (adunanza plenaria 5/2018) ha riconosciuto il risarcimento danni all' imprenditore della ristorazione che aveva partecipato a una gara milionaria successivamente revocata da una Asl che si era resa conto di aver generato incertezze sulla durata della fornitura.

La revoca è stata ritenuta legittima, ma il comportamento scorretto nelle trattative ha generato risarcimento danni per lesione al diritto di "libera autodeterminazione negoziale". Nei rapporti tra privati vi è responsabilità quando nelle trattative emergano prospetti non veritieri, lettere di patronage deboli, superficiali certificazioni da parte di società di revisione. Ora, anche la pubblica amministrazione si adegua, risarcendo il danno quando il privato dimostra che non avrebbe compiuto alcune scelte se avesse tempestivamente ricevuto precise risposte o informazioni dall' amministrazione. Il danno esigibile nei confronti della pubblica amministrazione non è, quindi, solo quello automatico per ritardo (30 al giorno, articolo 28 del Dl 69 / 2013), ma è anche quello che deriva da trattative e dall' esposizione, oltre un normale margine di rischio circa la conclusione del contratto, a un altrui comportamento scorretto.

 

a cura de "Il Sole24Ore" del 23/08/2018 pag. 20 - autore Guglielmo Saporito


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