Legittima (se motivata) la proroga dei termini per correggere l'offerta

Tipologia
Notizia
Data
24/07/2018

Il responsabile unico del procedimento può concedere all' appaltatore, per consentire le correzioni "formali" dei documenti dell' offerta, un termine più ampio dei 10 giorni previsti dalla norma (articolo 83, comma 9 del Codice dei contratti) se risultano specifiche esigenze (come la scadenza del termine in giorno festivo). In questo senso si pronuncia il Tar Toscana, con la sentenza n. 1024/2018.

La questione L' impresa ricorrente ha censurato il provvedimento del Rup sulle ammissioni ed esclusioni dalla procedura contestando anche l' utilizzo del soccorso istruttorio a favore dell' aggiudicataria e gli stessi termini concessi per l' integrazione.
Il Rup aveva concesso 12 giorni invece dei 10. Le censure, respinte dal giudice toscano, consentono di affrontare alcune tematiche relative all' ambito applicativo del soccorso istruttorio integrativo la cui ratio è di permettere che meri errori formali, che in passato determinavano l' esclusione dalle gare, siano corretti in fase di gara sempre che l' appaltatore sia in possesso dei requisiti che legittimano la sua partecipazione. Un simile modus operandi ha una rilevanza "simmetrica", perché ampliando la partecipazione consente alla stazione appaltante di valutare anche, potenziali, valide proposte tecnico/economiche. Il ricorrente ha contestato anche la produzione di allegati del disciplinare scannerizzati e privi della dichiarazione di conformità all' originale «da rendersi con allegazione della copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore». Documenti in realtà non richiesti a pena di esclusione, che sono stati depositati anche in formato cartaceo.
La decisione Secondo il giudice, la norma del Codice (articolo 83, comma 9) non impone un termine perentorio ma dispone che la stazione appaltante assegni «almeno 10 giorni». È compito del Rup adattare il termine alle condizioni concrete: nel caso in esame i 10 giorni sarebbero scaduti in un giorno festivo, determinando quindi potenziali complicazioni. Da ciò emerge che il termine per la regolarizzazione può essere anche prorogato, ma a condizione che esistano valide motivazioni da precisare nel provvedimento con cui si concede il beneficio. Di rilievo anche le riflessioni sulla natura del soccorso istruttorio integrativo finalizzato a consentire le regolarizzazioni « in caso di omissione od incompletezza della documentazione, o la regolarizzazione di documenti già presentati, ma affetti da irregolarità o errori materiali».
La fattispecie tende a soddisfare l' esigenza «di limitare le ipotesi di esclusione degli operatori economici dalle procedure di gara ai soli casi di carenze gravi e sostanziali dei requisiti di partecipazione». Sul punto è dirimente la posizione espressa dalla Corte di Giustizia Ue sul significato sostanziale del soccorso integrativo. Anche in sede europea, in linea con la giurisprudenza del Consiglio di Stato, si è affermato che il potere di soccorso «non consente la produzione tardiva del documento o della dichiarazione mancante o la sanatoria della forma omessa, ove tali adempimenti siano prescritti a pena di esclusione dal Codice dei contratti pubblici o dal suo regolamento d' attuazione o dalle leggi dello Stato, così impedendo il ricorso a questo istituto solo per quanto concerne la produzione di quei documenti la cui mancanza» comporti l' esclusione dalla gara ( Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, n.9/2014 ; Corte di giustizia Ue, sezione VIII, sentenza 28 febbraio 2018 nelle cause riunite C- 523/16 e C-536/16 ).

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 24/07/2018 - autore STEFANO USAI


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