Appalti, con più direzioni operative la Pa non può evitare le rotazioni

Tipologia
Notizia
Data
05/07/2018

Non basta avere più direzioni operative per applicare in maniera «flessibile» il principio di rotazione degli appalti, pensato a tutela della concorrenza e delle Pmi.

È la conclusione alla quale è arrivata l' Anac in un documento di risposte a quesiti frequenti appena pubblicato. Si tratta di un' analisi che approfondisce i contenuti delle linee guida n. 4 dell' Autorità guidata da Raffaele Cantone, in materia di contratti «di importo inferiore alla soglia comunitaria». La risposta più interessante riguarda il caso di stazioni appaltanti che, «a fronte di una soggettività giuridica unitaria, sono dotate di articolazioni organizzative autonome». Si tratta della situazione, molto diffusa, nella quale una Pa abbia al suo interno centri di costo differenziati, magari collegati a particolari uffici o direzioni. Il quesito è se il principio di rotazione, che impone appunto di far ruotare le imprese a cui vengono assegnati i contratti, vada applicato «tenendo conto di tutte le procedure avviate complessivamente dalla stazione appaltante» oppure «considerando esclusivamente gli affidamenti gestiti dalla singola articolazione organizzativa». Quindi, all' Anac è stato chiesto se ogni centro di costo possa essere considerato una «monade» o se il comportamento vada valutato in maniera complessiva. L' Autorità anticorruzione risponde così: «L' applicazione del principio di rotazione nelle stazioni appaltanti dotate di una pluralità di articolazioni organizzative deve tendenzialmente» procedere «in modo unitario». Quindi, si guarda agli «affidamenti complessivamente attivati e da attivare nell' ambito della stazione appaltante». Il codice appalti, infatti, «non distingue in relazione alla presenza di articolazioni interne». È possibile derogare, in qualche caso, a questo principio: si tratta delle ipotesi nelle quali la stazione appaltante abbia una particolare «complessità organizzativa», per effetto della quale sia dotata di articolazioni con autonomia in fase di gestione degli affidamenti «sotto soglia». Un caso è quello di una direzione che abbia elenchi separati per la selezione degli operatori. In queste situazioni, la rotazione potrà essere applicata in maniera parcellizzata. Qualche altro chiarimento riguarda il Documento di gara unico europeo (Dgue), che consente di certificare i requisiti per l' accesso alle gare: dal 18 aprile scorso deve essere utilizzato in formato esclusivamente elettronico. In caso di affidamenti diretti di piccolissimo importo (sotto i 5mila euro), però, esiste un' eccezione a questa regola: le stazioni «possono acquisire indifferentemente il Dgue oppure un' autocertificazione ordinaria». 

 

A cura di Il Sole 24 Ore del 05/07/2018 pag. 25 - autore Giuseppe Latour


Loading...