Sentenze caos sulle commissioni di gara dopo il Codice appalti

Tipologia
Notizia
Data
29/06/2018

Negli appalti sotto la soglia comunitaria non si applicano le norme sulla composizione delle commissioni di gara previste nell' articolo 77 del Codice dei contratti. È l' indicazione, non del tutto condivisibile, espressa dal Tar Lazio - Latina con la sentenza 339/2018 .

La pronuncia evidenzia ulteriormente le difficoltà operative determinate dal nuovo Codice dei contratti, che non sembra arginare in alcun modo il grave contenzioso amministrativo su diversi aspetti. Non ultimo appunto sulla questione della composizione delle commissioni di gara in attesa dell' albo dei commissari a gestione Anac. Il punto in discussione L' aggiudicazione di un appalto per il servizio di assistenza specialistica a favore di alunni con disabilità è stata impugnata per la scorretta composizione della commissione di gara in quanto «i tre membri () non risultano specializzati nel settore indicato, in violazione dell' articolo 77, comma 4 del Dlgs 50/2016. La norma sta creando molti problemi e molti giudici amministrativi - soprattutto in primo grado - sono giunti ad affermarne la non vigenza, e quindi la sostanziale inapplicabilità, in attesa dell' albo dei commissari. In questo senso, tra le più recenti, il Tar Puglia - Bari, sentenza 559/2018 . Ulteriori questioni si pongono sulla possibilità di far partecipare il Rup in commissione - nonostante l' articolo 77, comma 4 del Codice - e oggi la giurisprudenza amministrativa giunge a stabilirne l' incompatibilità solo se l' appaltatore dimostra una qualche, e non ben chiara, «interferenza» sulle funzioni della commissione di gara. Al riguardo va citata la sentenza 2356/2018 del Consiglio di Stato , in cui si chiarisce che «l' incompatibilità è configurabile solo per i commissari che abbiano svolto un' attività idonea ad interferire con il giudizio di merito sull' appalto, in grado cioè di incidere sul processo formativo della volontà che conduce alla valutazione delle offerte potendo condizionarne l' esito». La decisione Secondo il Tar Lazio, le censure sulla composizione - e sull' incompetenza della commissione di gara - nel caso non sono condivisibili «dovendosi ritenere, anzitutto, che l' articolo 77 del Dlgs 50/2016 non è applicabile nella fattispecie, venendo in rilievo un contratto "sotto soglia"». L' affermazione non è condivisibile perché, a considerarla fondata, dovrebbero essere prese in considerazione le conseguenze ulteriori, cioè la possibilità di ritenere legittimo l' operato di un organo valutatore assolutamente privo delle capacità minime per svolgere il proprio compito essenziale, ovvero valutare la proposta tecnico/economica. Tant' è che lo stesso giudice rimarca che «anche a prescindere dal carattere di contratto sotto soglia dell' affidamento all' esame, nella fattispecie, se si considera la modestia dell' affidamento e soprattutto la circostanza che la stazione appaltante è un istituto di istruzione nel cui organico deve supporsi non esista personale amministrativo che abbia una particolare specializzazione in materia di gare, la partecipazione alla commissione del dirigente scolastico che ha anche assunto la veste di Rup non può essere considerata illegittima, apparendo ragionevolmente giustificata». In sostanza, la condizione soggettiva - di carenza di professionalità adeguate - della stazione appaltante potrebbe legittimare certe deviazioni rispetto alla norma. È vero però che dovrebbe essere sempre imposta l' esigenza di indicare una chiara motivazione nella determina di nomina della commissione di gara da parte del competente responsabile. 

 

A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 29/06/2018 - autore STEFANO USAI


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