Appalti, oscillazioni sul ricorso incidentale

Tipologia
Notizia
Data
13/06/2018

Rito super accelerato negli appalti, un passo avanti e uno indietro sul ricorso incidentale.

Appena pochi mesi or sono, con la sentenza non definitiva n.5389 del 2017, pubblicata il 10 novembre scorso, la III sezione del Consiglio di Stato aveva preso posizione sulla controversa questione del termine per proporre il ricorso incidentale nel rito «super accelerato» in materia di pubblici appalti (art. 120 comma 2 bis del cpa), osservando che la decorrenza del termine di 30 giorni dalla ricezione della notificazione del ricorso principale non si pone in contrasto con l' esigenza acceleratoria del rito di cui all' art. 120 comma 2 bis cpa, dato che rimarrebbe comunque ferma la preclusione alla contestazione della ammissione del ricorrente principale proposta solo in occasione della impugnazione della aggiudicazione prevista, appunto, dal citato articolo 2 bis.
E che, inoltre, la decorrenza del termine per la proposizione del ricorso incidentale a partire dalla avvenuta notifica del ricorso principale non costituisce un aggravamento della durata del processo, posto che, da un lato, il ricorrente principale può proporre motivi aggiunti, con conseguente slittamento della decisione del giudizio nel merito, e, dall' altro, lo stesso articolo 120, comma 6 bis del cpa prevede l' ammissibilità del ricorso incidentale. Di diverso avviso la Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 4 del 26 aprile 2018.
Chiamata ad esaminare la questione della impugnazione immediata del bando, anche nei casi in cui non vi siano clausole cd. escludenti, nel ribadire il tradizionale orientamento già affermato dalle precedenti decisioni della Adunanza plenaria n. 1 del 2003 e n. 4 del 2011, ha approfittato di una complessa e articolata motivazione fare una puntualizzazione anche sull' ambito di applicazione del ricorso incidentale nel rito superaccelerato in materia di appalti.
Smentendo il precedente rappresentato dalla sentenza n. 5389 della III sezione, ha affermato che il ricorso incidentale previsto dall' articolo 120, comma 6 bis, del cpa non può avere ad oggetto il provvedimento di ammissione della ricorrente principale «perché, diversamente opinando, si giungerebbe alla conclusione non coerente con il disposto di cui al comma 2 bis di consentire l' impugnazione dell' ammissione altrui oltre il termine stabilito dalla novella legislativa».
Ad avviso dell' Adunanza plenaria, anche se l' articolo 120, comma 6 bis, del cpa ammette la possibilità di un ricorso incidentale in questo rito speciale, tuttavia tale ricorso può avere ad oggetto soltanto atti diversi dal provvedimento di ammissione alla gara del ricorrente principale, come ad esempio la stessa disciplina di gara interpretata nel senso fatto proprio dal ricorrente principale.
La soluzione prescelta dal Massimo Consesso della giustizia amministrativa sembra suggerire l' idea che il rito superaccelerato in materia di appalti tuteli un interesse diverso da quello all' aggiudicazione del contratto, interesse che sembra possibile individuare nell' aumento, attraverso l' impugnazione della propria esclusione o dell' ammissione di un concorrente, della mera chance di potersi aggiudicazione dell' appalto; sicché il concorrente alla gara di appalto subisce la lesione di tale interesse direttamente dal provvedimento di ammissione del concorrente e non effetto della impugnazione, da parte di altro partecipante, del provvedimento che lo ha ammesso alla gara. Da qui l' impossibilità di farlo valere con il ricorso incidentale.

 

A cura di Italia Oggi del 13/06/2018 pag. 33 - autore ANTONIO GRUMETTO


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