Appalti, Cantone rivede i prezzi

Tipologia
Notizia
Data
25/05/2018

Limite al 30% del peso dell' offerta economica; elencati i casi per il ricorso al prezzo più basso invece che al criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa; saranno invece i disciplinari-tipo a fornire indicazioni più specifiche per orientare le stazioni appaltanti.

Sono questi alcuni degli elementi di novità contenuti nell' aggiornamento delle linee guida dell' Autorità nazionale anticorruzione n.2 (di cui alla delibera n.1005, del 21 settembre 2016) sull'«Offerta economicamente più vantaggiosa» (Oepv), provvedimento regolatorio non vincolante per le stazioni appaltanti, a differenza di molte altre emesse dall' Anac sulla base delle deleghe contenute nel codice dei contratti pubblici. L' aggiornamento è stato approvato con la deliberazione del consiglio Anac n. 424 del 2 maggio 2018 che è in attesa di uscire sulla Gazzetta Ufficiale. Le linee guida sono state modificate in relazione ad alcune novità apportate circa un anno fa dal primo decreto correttivo del Codice appalti che hanno riguardato soprattutto l' ambito oggettivo di applicazione dell' Oepv secondo il miglior rapporto qualità-prezzo, e l' introduzione del limite massimo attribuibile al peso della componente economica, fissato dal comma 10-bis dell' articolo 95 a un limite massimo del 30% del totale dei punteggi attribuibili. In particolare, l' Autorità presieduta da Raffaele Cantone ha provveduto, oltre all' introduzione del limite del 30%, alla revisione delle ipotesi generali di utilizzo del criterio esclusivo dell' offerta economicamente più vantaggiosa, secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, così come modificati dal decreto correttivo (art. 95, comma 3, che prevede adeguamenti formali e di coordinamento finalizzati ad escludere gli affidamenti di servizi al di sotto dei 40 mila euro), nonché dei casi di utilizzo facoltativo del criterio del minor prezzo, così come modificati dal decreto correttivo (art. 95, comma 4, per gli appalti fino a 2 milioni e per servizi e forniture fino a 40 mila euro o fino alla soglia Ue se ripetitivi). Nelle linee guida si è anche provveduto alla ricognizione di tutti i casi previsti nel Codice di utilizzo necessario del criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa, secondo il miglior rapporto qualità-prezzo, tra i quali alcune ipotesi di affidamento di servizi sociali (artt. 142, 144) e la gran parte delle ipotesi di partenariato pubblico privato e affidamento a contraente generale (artt. 183, 187, 188, 195), Infine, è stata inserita la previsione che impedisce la valutazione di opere aggiuntive sotto forma di varianti migliorative in fase di offerta (art. 95, comma 14-bis). In precedenza, il Consiglio di stato (parere n. 316/2018) nell' esprimere il suo via libera, chiedeva però all' Anac di intervenire con alcune ulteriori specificazioni «valorizzando in modo adeguato l' esperienza applicativa del primo biennio» e «per orientare la discrezionalità delle amministrazioni sulla scelta del criterio di aggiudicazione». Analogo discorso veniva fatto per la nuova norma (comma 14-bis dell' articolo 95 introdotto con il primo correttivo del 2017) secondo la quale «in caso di appalti aggiudicati con il criterio dell' Oepv le stazioni appaltanti non possono attribuire alcun punteggio per l' offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo a base d' asta». Su questi aspetti l' Anac ha risposto (si legge nella relazione alla delibera di aggiornamento delle linee guida) che l' Autorità ritiene che «trattandosi di temi specifici, uno dei quali riguarda l' affidamento dei lavori, essi potranno avere specifico approfondimento, previa consultazione del mercato, anche nell' ambito della redazione dei bandi tipo sull' affidamento di appalti di lavori ovvero in atti di regolazione ad hoc».

 

A cura di Italia Oggi del 25/05/2018 pag. 38 - autore ANDREA MASCOLINI


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